Coronavirus, infermiera (con pazienti Covid) aveva sanificato l'auto durante il lockdown ed era stata multata: ha vinto la causa e non dovrà pagare la sanzione
La vicenda risale a inizio aprile, quindi in piena fase di lockdown. Protagonista un'infermiera di 27 anni che si occupa anche di pazienti Covid-19 a domicilio nell'ambito del Servizio territoriale delle cure primarie. Il Commissario di governo è intervenuto per archiviare la pratica e togliere la sanzione

ROVERETO. Una condotta aderente alle prescrizioni dei Dpcm. E' stato riconosciuta anche la coerenza con gli obiettivi contenuti nelle disposizioni del governo per limitare la diffusione del coronavirus. E' stata annullata la multa alla collaboratrice dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari trovata a sanificare la propria autovettura. Stracciata una sanzione da quasi 600 euro.
La vicenda risale a inizio aprile, quindi in piena fase di lockdown. Protagonista un'infermiera di 27 anni che si occupa anche di pazienti sospetti Covid-19 a domicilio nell'ambito del Servizio territoriale delle cure primarie.
La 27enne era intenta a sanificare l'abitacolo dopo una giornata di lavoro. In quel periodo le limitazioni erano particolarmente stringenti e la giovane si era recata dalla propria abitazione all'auto-lavaggio più vicino collocato tra Isera e la città della Quercia (Qui articolo).
A quel punto era arrivata una pattuglia per i controlli e le verifiche del caso: patente e libretto consegnati senza alcuna esitazione.ma i problemi sono sorti per la motivazione di quell'azione. "Non hanno nemmeno voluto l'autocertificazione", aveva spiegato la 27enne a Il Dolomiti: "Ma non mi è stata messa a disposizione un'auto aziendale e la richiesta dell'Apss è quella di essere rigorosi, soprattutto in questo momento di grande emergenza per la diffusione del coronavirus".
Oltre a seguire le persone non-autosufficienti, si occupa di medicazioni e analisi del sangue, terapie sottocutanee e cure palliative, così come il supporto al personale che esegue i tamponi per Covid-19. Attività, quali esecuzione di medicazioni e prelievi che comportano il contatto con liquidi biologici e il rischio di sporcarsi anche i vestiti personali nel corso delle visite. Evidente l'obbligo di osservare rigide norme di igiene e pulizia.
E' stato anche fornito il badge da esibire sul cruscotto a riprova della qualifica di "infermiere in attività sanitaria a domicilio” e l'autorizzazione del responsabile dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari. Queste ragioni non erano però bastate e così era arrivata la multa da 568 euro. Inevitabile il ricorso. A distanza di 7 mesi dall'episodio, il Commissario di governo ha deciso di archiviare la pratica.
Insomma, la 27enne rappresentata dall'avvocato Nicola Recla è riuscita dimostrare e documentare che l'attività di igienizzazione e sanificazione dell’auto, a tutti gli effetti considerato strumento di lavoro, rientra senza dubbio tra le esigenze. A maggior ragione in quanto svolge attività di infermiera a domicilio con la propria vetture per assistere pazienti fragili con patologie croniche anche infettive e, in questo periodo, anche pazienti con sintomi inequivocabilmente riconducibili a Covid-19.
Un atteggiamento che è stato considerato perfettamente in linea anche con la ratio del Dpcm per contenere e gestire l'emergenza epidemiologica. Una sanificazione eseguita per senso di responsabilità, fuori dall’orario di lavoro e a proprie spese, proprio per ridurre al minimo il rischio sanitario di trasmissione del virus e di altre gravi patologie infettive. Le autorità hanno ordinato l'archiviazione del procedimento e la cancellazione della sanzione.














