Infermiera no vax trovata a lavorare in Rsa, sanzione da 400 euro e allontanata dalla struttura
Era già stata sospesa dall'azienda sanitaria ma comunque aveva continuato a lavorare. Al vaglio anche la posizione del responsabile della struttura

LAGUNDO. Un'infermiera era stata sospesa perché non voleva vaccinarsi ma continuava comunque a lavorare all'interno di un casa di riposo. A trovarla sono stati i militari del Nucleo Antisofisticazioni e sanità (Nas) di Trento durante un’ispezione in una residenza sanitaria assistenziale del Burgraviato.
L'obiettivo dei controlli che vengono portati avanti su tutto il territorio è quello di verificare il rispetto delle norme varate per la prevenzione della pandemia e la limitazione dei contagi.
Nel corso dell’ispezione, oltre all’adeguatezza e alla salubrità dei locali e delle cucine, viene verificato l’impiego di dispositivi di protezione e vengono controllati i documenti dei lavoratori per verificare che siano tutti in regola con la vaccinazione.
Per infermieri e altre figure professionali sanitarie che stanno a contatto con gli ospiti non è sufficiente la certificazione verde “green-pass” da tampone ma è necessaria la copertura vaccinale.
I militari dell’Arma hanno quindi scoperto che una donna, infermiera dipendente della struttura assistenziale, era al lavoro pur in assenza di ciclo vaccinale. La stessa era anche già sospesa.
Per questo è stata sanzionata con la contravvenzione di 400 euro e allontanata.
Al vaglio dei carabinieri la posizione del direttore della struttura, datore di lavoro dell’infermiera, che le ha permesso di entrare pur in assenza dei requisiti obbligatori.













