Contenuto sponsorizzato

Covid, i Dpcm dichiarati illegittimi? Ecco cosa succede. Canestrini: “Punito il metodo creativo utilizzato per limitare le libertà”

Due sentenze hanno assolto alcune persone accusate di aver compilato false autocertificazioni, in un caso il giudice ha voluto sottolineare l’illegittimità dei Dpcm. L’avvocato Canestrini spiega: “Questa sentenza evidenzia il metodo creativo utilizzato per limitare le libertà e in questo caso lo Stato paga il conto per aver seguito una scorciatoia”

A sinistra l'avvocato Nicola Canestrini; a destra poliziotti durante i controlli (foto M. Losito)
Di Tiziano Grottolo - 13 marzo 2021 - 12:25

TRENTO. Le sentenze emanate rispettivamente dai tribunali di Milano e Reggio Emilia stanno stanno sollevando un notevole clamore perché chiamano in causa due istituti che sono diventati molto familiari per gli italiani, cioè i Dpcm e le autocertificazioni.

 

Nel primo caso un tecnico manutentore era stato fermato dai carabinieri che gli avevano chiesto di compilare l’autocertificazione, l’uomo aveva asserito di essere uscito di casa per acquistare dei pezzi di ricambio per una caldaia per poi recarsi in un’abitazione dove svolgere il lavoro di riparazione. L’uomo è stato citato in giudizio perché, secondo i militari, non sarebbe mai stato nell’abitazione in questione. Per lui quindi era scattata la sanzione e la denuncia perché ritenuto responsabile di aver sostenuto il falso nell’autocertificazione. Il giudice però è stato di un avviso diverso ed ha prosciolto l’imputato. “L’affermazione nel modulo di autocertificazione da parte del privato di una situazione passata può essere reato, ma la semplice attestazione della propria intenzione di recarsi in un determinato luogo o di svolgere una certa attività no”, commenta l’avvocato di Rovereto Nicola Canestrini. “Il fatto è che non posso autocertificare il futuro prevedendo cosa accadrà”.

 

Ben più rilevante però la sentenza emanata dal tribunale di Reggio Emilia che è entrata nel merito della legittimità dei Dpcm. Anche in questo caso il procedimento è partito per via di un’autocertificazione ritenuta falsa dalle forze dell’ordine. In questo caso però il giudice è andato addirittura oltre dichiarando “illegittimità” dei Dpcm. “Il problema è legato soprattutto alla gerarchia delle fonti – spiega Canestrini – il giudice di fatto ha rilevato come i Dpcm vadano a limitare la libertà personale che però è tutelata dall’articolo 13 della Costituzione, pertanto visto che l’autocertificazione è stata introdotta tramite Dpcm che è un atto amministrativo, quest’ultimo è stato disapplicato”.

 

L’articolo 13 della Costituzione infatti recita: “La libertà personale è inviolabile. Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell'autorità giudiziaria”. Ciò significa che per mettere in discussione questo principio serve quanto meno una legge che comunque correrebbe il rischio di essere impugnata dalla Corte Costituzionale. “Nel caso in questione – osserva l’avvocato roveretano – anche l’autocertificazione cade perché in sostanza non poteva essere chiesta. Questa sentenza evidenzia il metodo creativo utilizzato per limitare le libertà e in questo caso lo Stato paga il conto per aver seguito una scorciatoia”.

 

In sostanza, evidenzia la sentenza, la libertà di circolazione non può essere confusa con la libertà personale, “i limiti della libertà di circolazione attengono a luoghi specifici il cui accesso può essere precluso, perché ad esempio pericolosi; quando invece il divieto di spostamento non riguarda i luoghi, ma le persone allora la limitazione si configura come vera e propria limitazione della libertà personale”. Di conseguenza quando si prevede che il cittadino non possa recarsi in nessun luogo al di fuori della propria abitazione è indiscutibile che si vada a ledere in maniera illegittima la libertà personale delle persone. “In conclusione – riprende Canestrini – deve affermarsi la illegittimità del Dpcm per violazione dell’articolo 13 della Costituzione con conseguente dovere del Giudice ordinario di disapplicare il Dpcm, poiché, proprio in forza di tale decreto, ciascun imputato è stato ‘costretto’ a sottoscrivere un’autocertificazione incompatibile con lo stato di diritto del nostro Paese e dunque illegittima”.

 

Ma ora cosa succederà? Significa davvero che i Dpcm non valgono più? “Una sentenza non abroga i Dpcm – sottolinea Canestrini – e da quando si sono introdotti i decreti legge a copertura il tema anche giuridico è cambiato. Inoltre non è detto che venga seguita ma il risultato è comunque importante, perché non è vero che le regole non valgono nell’emergenza, anzi è vero proprio il contrario: le regole valgono soprattutto nell’emergenza per impedire abusi e arbitri”. Per concludere vale la pena ricordare le parole del senatore statunitense John Potter Stockton, citate dallo stesso avvocato roveretano, “le Costituzioni – affermò Stockton oltre cent’anni fa – sono catene con le quali gli uomini legano sé stessi nei momenti di lucidità, per non morire di mano suicida nei giorni della follia”.

Contenuto sponsorizzato
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 17 settembre 2021
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
18 settembre - 12:31
Da un lato l'Effetto Green pass obbligatorio a partire dal 15 ottobre per i dipendenti pubblici e privati  e dall'altro l'open day con la [...]
Cronaca
18 settembre - 13:21
L'incidente è avvenuto intorno a mezzogiorno a Levico Terme, sul posto si sono portati i soccorsi sanitari, le forze dell'ordine e in supporto [...]
Politica
18 settembre - 13:04
Oggi si cambia e non per tutti è una catastrofe. Anzi, per molti rappresenta un'occasione di rilancio. E se nascerà un secondo festival [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato