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Coronavirus, le donne decedute sono il 30% e nessun morto ha meno di 30 anni. Ecco i dati dell'ultimo rapporto dell'Istituto Superiore di Sanità

E' stato pubblicato un nuovo rapporto che racconta il quadro della diffusione della malattia nel Paese, con un'età media dei deceduti sempre attestata sui 79.5 anni e nuovi dati sulle terapie sperimentate. Ecco qui le infografiche del Coronavirus dell'Istituto Superiore di Sanità

Di Davide Leveghi - 18 marzo 2020 - 18:24

TRENTO. Nell'ultimo report pubblicato dall'Istituto Superiore di Sanità vengono analizzati i dati della situazione Coronavirus in Italia. La realtà inquadrata fa riferimento all'ultimo aggiornamento del 17 marzo, quando in tutto il Paese il bollettino segnava 31506 casi totali comprendenti 26062 pazienti positivi (di cui 12894 ricoverati con sintomi, 2060 in terapia intensiva e 11108 in isolamento domiciliare), 2491 dimessi e guariti e 2503 decessi.

 

Su un campione di 2003 deceduti su 2503, il quadro che emerge racconta di una realtà con numeri decisamente elevati in alcune regioni del Nord, con la Lombardia (71,1% dei morti) a guidare la triste classifica, seguita da Emilia-Romagna (17,3%), Veneto (3,9%), Piemonte (1,8%) e Liguria (1,1%). Ricordiamo che al 18 marzo il numero di morti in provincia di Trento, invece, si attestava a 8 (su 719 contagiati), mentre in Alto Adige – che comunica i dati di mattina – le vittime sono 12 (con 383 infetti).

 

I dati analizzati mostrano una situazione in cui la media d'età dei deceduti e positivi a Covid-19 è attestata a 79.5 anni. Le donne rappresentano il 30% del totale delle vittime, mentre quelle decedute hanno in media 15 anni in più degli uomini deceduti e positivi a Coronavirus (79.5 contro 83.7). In media i pazienti infetti, invece, hanno un'età di 63 anni.

 

Come visibile in questo grafico il numero dei decessi per fascia d'età supera i 100 casi solo in quelle più alte, dai 60 ai 69, dai 70 ai 79, dagli 80 agli 89, dai 90 in su. Quella inferiori ai 60 anni sono invece attorno ai 60 nella fascia 50-59 e inferiori ai 20 nelle fasce 30-39 e 40-49. In questo campione non si registrano casi di decessi di paziente affetti da Covid-19 con età inferiore ai 30 anni.

 

 

Per quanto riguarda le patologie pre-esistenti, il numero medio di patologie osservate nella popolazione deceduta si attesta attorno alle 2.7. La parte di campione morta senza aver presentato alcuna altra patologia pregressa è complessivamente molto basso (3 pazienti pari allo 0.8% del totale). Tra i sintomi più comunemente osservati prima del ricovero nei pazienti deceduti e positivi al Covid-19, dispnea e febbre rappresentano quelli più comuni. Meno frequenti sono tosse, diarrea e emottisi. Il 5,2% delle persone non presentava alcun sintomo al momento del ricovero.

 

Tra le complicanze più comuni l'insufficienza respiratoria risulta essere quella più frequente nel campione analizzato (presente nel 97,2% dei casi), seguito dal danno renale acuto (27,8%), danno miocardico acuto (10,8%) e sovrainfezione (10,2%).

 

Tra i dati più interessanti – novità rispetto ai report precedenti – c'è poi quello sulle terapie somministrate nei pazienti deceduti e positivi a Covid-19 durante il ricovero. La terapia antibiotica è stata quella più utilizzata in assoluto (83% dei casi), meno quella antivirale (52%) e più raramente ancora quella steroidea (27%). Il comune utilizzo di terapia antibiotica può essere spiegato dalla presenza di sovrainfezioni o è compatibile con l'inizio di una terapia empirica in pazienti con polmonite, in attesa che arrivi una conferma laboratoristica sulla più efficace. In 25 casi (14,9%) sono state utilizzate tutte e tre le terapie.

 

 

Nell'ultima tabella, infine, si mostrano i tempi mediani in giorni che trascorrono dall'insorgenza dei sintomi e dal ricovero in ospedale al decesso (4 giorni). Il tempo intercorso dal ricovero al decesso, pertanto, era di 1 giorno più lungo in pazienti che venivano trasferiti in rianimazione rispetto a quelli non trasferiti (5 giorni contro 4).

 

 

Ad ora i decessi di pazienti positivi a Covid-19 di età inferiore ai 50 anni sono 17. 5 di questi avevano meno di 40 anni ed erano persone di sesso maschile con età compresa tra i 31 e 39 anni, tutti con gravi patologie pre-esistenti di tipo cardiovascolare, renale, psichiatrico, diabete o obesità.

 

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