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| 26 giu 2020 | 10:24

Coronavirus, per bar e ristoranti giugno nero: fatturato giù del 60%. Peterlana: ''Pochi clienti in pausa pranzo, tanti lavoratori ancora in smart working''

Nell'analisi fatta da Confesercenti stanno lavorando maggiormente quelli che hanno un plateatico/giardino, molti dei quali sono stati estesi per emergenza covid. Una boccata d’ossigeno che però non è sufficiente

Coronavirus, per bar e ristoranti giugno nero: fatturato giù del 60%
di Redazione

TRENTO. Gli effetti del coronavirus continuano a farsi sentire e si stanno abbattendo in maniera drammatica sull'economia trentina. A lanciare il grido di allarme sono i bar e ristoranti che dopo alcune settimane di apertura si trovano con un calo del fatturato che si avvicina al 60%.  Durante la settimana, dal lunedì al venerdì, a pranzo si continua a lavorare poco, perché molti dipendenti pubblici e privati stanno lavorando ancora in modalità smart working o si portano il cibo da casa per consumarlo in ufficio.

 

Non solo. Ancora non è ripartito, con i numeri degli anni scorsi, il turismo, che si muove, per il momento timidamente.  “Sarebbe importante una comunicazione univoca, anche da parte degli Enti che si occupano di promozione turistica, sulla sicurezza all’interno delle aziende del comporto pubblici esercizi” spiega la Confesercenti del Trentino.

 

“Tra i bar e i ristoranti - commenta Massimiliano Peterlana, presidente Fiepet - stanno lavorando maggiormente quelli che hanno un plateatico/giardino, molti dei quali sono stati estesi per emergenza covid. Una boccata d’ossigeno che però non è sufficiente per permettere alle aziende di far rientrare tutta la loro forza lavoro che resta in cassa integrazione”.

 

In Trentino ci sono 54 mila lavoratori che aderiscono al fondo di solidarietà, di questi 13mila fanno parte del comparto turismo. Peterlana ricorda quindi l'importante novità del D.L. 52/2020 che permette a tutti i datori di lavoro che intendono accedere alla cassa integrazione ordinaria (settore industria, edilizia ed artigianato edile), ai Fondi di Solidarietà di Trento e Bolzano (per aziende del settore terziario), alla cassa integrazione in deroga (per i lavoratori che non possono accedere ad altro ammortizzatore sociale) o alla cassa integrazione per operai e impiegati agricoli a tempo indeterminato – CISOA -) di utilizzare le “ultime” 4 settimane di sospensione o riduzione dell’attività (pertanto dalla 15ma alla 18ma settimana) anche in periodi antecedenti al 01.09.2020, previo aver completato le prime 14 settimane.

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