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Coronavirus, rientri dall’estero le regole per la quarantena. Benetollo: “Deterrente rispetto a comportamenti poco prudenti”

“L’autocertificazione” per chi rientra dall’estero e le nuove regole, ecco chi deve fare il tampone e l’elenco dei Paesi per i quali è necessario mettersi in quarantena (14 giorni) se si sceglie di tornare in Italia. Il numero uno di Apss: “Limitare i contatti durante le prossime festività è un dovere pesante, ma indispensabile”

Di Tiziano Grottolo - 07 December 2020 - 19:26

TRENTO. In vista delle festività natalizie sono iniziati i rientri dall’estero con molti italiani che stanno tornando in Italia per trascorrere del tempo con le famiglie. Considerando la precaria situazione dei contagi, il Governo ha emanato una serie di provvedimenti per limitare gli spostamenti ed evitare gli assembramenti in occasione di pranzi e cene. Tra il 21 dicembre e il 6 gennaio gli spostamenti fra Regioni sono vietati mentre nelle giornate di Natale, Santo Stefano e del primo gennaio, non si potrà uscire dal proprio Comune di residenza. Anche se non esiste un preciso divieto l’ultimo Dpcm, in particolare durante il periodo natalizio, raccomanda di evitare di incontrare persone non conviventi. Le feste invece sono espressamente vietate (sia nei locali che nelle abitazioni private) pertanto anche chi abita nello stesso Comune non potrà organizzare grandi cene con una miriade di parenti. Ad ogni modo, nonostante l’introduzione delle nuove regole, il rientro degli italiani dall’estero non si è fermato, tanto che i prezzi di alcuni voli sono volati alle stelle.

 

Negli ultimi giorni si sta registrando anche una corsa ai tamponi nella convinzione (errata) che questi diano la garanzia di passare il Natale con i parenti in sicurezza, ma come ha già spiegato il direttore dell’Azienda sanitaria Pier Paolo Benetollo questa pratica potrebbe addirittura essere controproducente (QUI articolo). La quarantena per chi rientra dall’estero però, secondo il dirigente sanitariopuò costituire un deterrente rispetto a comportamenti poco prudenti, limitare i contatti durante le prossime festività – osserva Benetollo – è un dovere pesante, ma indispensabile”.

 

 

La regole attuali infatti, prevedono delle limitazioni per chi rientra dall’estero, con obblighi che variano in base alla data del rientro e al Paese di provenienza. In particolare fino al 9 dicembre chi entra in Italia da Belgio, Francia, Paesi Bassi, Repubblica Ceca, Regno Unito, Romania e Spagna, dopo avervi soggiornato o anche solo transitato nei 14 giorni precedenti l’ingresso in Italia, deve comunicare il proprio ingresso nel territorio nazionale al Dipartimento di prevenzione dell’Azienda Sanitaria locale di riferimento. Questi sono i Paesi del cosiddetto “elenco C”. Inoltre, si dovrà dimostrare di essersi sottoposti, nelle 48 ore antecedenti all’ingresso in Italia, a tampone (test molecolare o antigenico) risultato negativo. In alternativa si dovrà fare il tampone al momento dell’arrivo in aeroporto, porto o luogo di confine (ove possibile) o entro 48 ore dall’ingresso in Italia tramite l’Azienda Sanitaria locale di riferimento.

 

Dal 10 dicembre però l’elenco C viene aggiornato ed esteso arrivando ad includere: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord, Islanda, Norvegia, Liechtenstein, Svizzera, Andorra, Principato di Monaco. Chi entra in Italia da questi Paesi (dopo avervi soggiornato o anche solo transitato nei 14 giorni precedenti l’ingresso in Italia) dovrà sempre comunicare il proprio ingresso all’Azienda Sanitaria locale di riferimento. Inoltre si dovrà presentare l’attestazione dove si afferma di essersi sottoposti a un tampone risultato negativo. I cittadini che non presenteranno questo documento all’arrivo in Italia dovranno sottoporsi all’isolamento fiduciario. Chi rientra da Paesi extra Ue (oltre a contattare l’azienda sanitaria) dovrà sottoporsi direttamente alla quarantena fiduciaria per due settimane.

 

 

La normativa specifica che chi transita o soggiorna in uno dei Paesi dell’elenco C “tra il 21 dicembre 2020 ed il 6 gennaio 2021 per motivi non di necessità dovrà poi, all’ingresso in Italia, sottoporsi all’isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria. Il motivo del rientro al proprio domicilio non si applica a chi è uscito dall’Italia per recarsi in uno dei Paesi dell’elenco C per motivi non di necessità (per esempio turismo o visita a familiari)”. Ergo se qualcuno si reca in Svizzera o in un altro Stato per sciare al rientro dovrà osservare 14 giorni di isolamento. La normativa prevede inoltre delle eccezioni (specificate nel documento allegato), tra il 21 dicembre 2020 e il 6 gennaio 2021, a condizione che non insorgano sintomi di Covid-19 e che non ci siano stati soggiorni o transiti (per motivi non di necessità) in uno o più Paesi dell’elenco C l’obbligo di isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria non si applica ad alcune categorie.

 

 

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