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Coronavirus, scontri tra opposti: i ragazzi di CasaPound portano i pacchi viveri al Centro Sociale Bruno: ''Una provocazione, li abbiamo respinti''

E' successo questa mattina. Il Centro Sociale, attraverso la sua rete di volontari, aveva chiesto nei giorni scorsi dei pacchi viveri per alcune persone in stato di bisogno ospitate nella struttura in via Lungadige San Nicolò. Alla consegna effettuata dagli alpini hanno poi però deciso di "non chiedere più aiuti" essendo contrari alle forze armate. Da qui l'intervento di CasaPound: ''Ci hanno preso a bottigliate''

Di Giuseppe Fin - 08 aprile 2020 - 13:52

TRENTO. Momenti di tensione questa mattina in via Lungadige San Nicolò davanti a Centro Sociale Bruno. Dei ragazzi appartenenti a CasaPound si sono recati sul posto per la consegna di alcuni pacchi viveri. Il motivo ci è stato spiegato telefonicamente dal loro leader Filippo Castaldini: “Noi semplicemente abbiamo saputo che il Centro Sociale ha richiesto dei pacchi alimentari agli alpini. Occupandoci della raccolta e della distribuzione alimentare abbiamo pensato di farlo anche con loro”. Un atto, quest'ultimo, interpretato dai ragazzi del Centro Sociale, ovviamente, come una provocazione per creare tensione.

 

Infatti appena i militanti di Casapound sono arrivati davanti alla struttura e sono scesi da un taxi, sono stati presi a malo modo. “Siamo stati presi a bottigliate – spiega Castaldini – ma questo non ci interessa. Noi semplicemente abbiamo un concetto di solidarietà di un certo tipo”. Nessuno, fortunatamente, è rimasto ferito ma la tensione che si è creata poteva provocare una situazione più grave.

E' lo stesso Castaldini a parlare di un “atto goliardico ma anche chiaramente portatore di un messaggio politico” . “Il Bruno – spiega il leader di CasaPound di Trento – ha una struttura imponente che gli è stata regalata dalla collettività, fa pagare concerti ed altre attività remunerative. Non capiamo per quale motivo debba servirsi dei pacchi viveri che vengono consegnati dagli alpini alle famiglie. Senza contare che poi alla consegna dei pacchi quelli del centro hanno rifiutato di farsi fotografare assieme”.

 

E a chi li insultava chiedendo loro perché fossero lì nonostante l'obbligo per tutti di ''restare a casa'', Castaldini ha replicato così: “Siamo autorizzati a portare avanti questa attività di aiuto in questi giorni di emergenza. Noi aiutiamo gli italiani senza differenza”.

 

Diversa la versione raccontata a ildolomiti.it dal Centro Sociale Bruno che ha definito l'azione di CasaPound come “un tentativo per creare tensione e aggredire'', ma che è stata ''prontamente respinta''.

 

Il fatto che il Centro sociale Bruno avesse richiesto dei pacchi viveri è confermata. “Il Centro – ci viene spiegato – ha una rete di solidarietà fatta da tantissimi volontari. Una rete di aiuto per le persone che ospitiamo e che si trovano in uno stato di vulnerabilità e di difficoltà economica”. Proprio da qui sarebbe partita nei giorni scorsi la richiesta a Trentino Solidale di alcuni pacchi viveri per riuscire a far fronte al sostentamento di queste persone che vengono ospitate e che, spiegano dal Centro “rispettano come tutti le limitazioni e i sistemi di precauzione dal contagio”

 

“E' stato fatto – spiegano dal Bruno – senza sapere che al momento il servizio è stato organizzato dal Comune con l'utilizzo della Protezione civile e degli Alpini. Noi abbiamo sempre espresso la nostra contrarietà alle forze armate per questo, dopo aver visto che la consegna è stata fatta dagli Alpini, abbiamo deciso semplicemente di continuare per la nostra strada senza chiedere ulteriori aiuti e usando solo la forza dei volontari”.

 

Un comportamento, questo, che sarebbe stato proprio quello che ha portato il militanti di CasaPound questa mattina a recarsi al Centro Sociale. “Avevano chiaramente – spiegano sempre dal Centro Sociale – tutti l'intento di essere provocatori e aggredire. Li abbiamo comunque subito respinti”.

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