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Coronavirus, "Scuola a settembre? Nessuna certezza su come si potrà ripartire" l'allarme del sindacato. Mazzacca: ''Dalla Pat mancano investimenti coraggiosi"

Per la sindacalista "non si vuole usare questa circostanza eccezionale per ripensare la scuola trentina con investimenti coraggiosi e importanti"

Pubblicato il - 17 giugno 2020 - 16:15

TRENTO. Oggi sono tantissimi i ragazzi tornati in classe per affrontare il colloquio d'esame per la maturità. Un giorno importante dopo oltre tre mesi di chiusura delle scuole che deve però portare tutti a guardare avanti, al mese di settembre quando riprenderà l'anno scolastico. “Se la data di oggi è una simbolica ripartenza - dice Cinzia Mazzacca, segretaria generale della Flc del Trentino - mancano, invece, del tutto, le certezze su come si potrà ripartire concretamente a settembre. E anche questo inizio non depone bene".

 

Il tema principale è quello delle risorse che servono per adeguare infrastrutture e organici per ricominciare in sicurezza. "La giunta provinciale ha rimandato tutto al prossimo assestamento di bilancio – spiega l'esponente della Cgil - ma da quanto ci pare di capire non si vuole usare questa circostanza eccezionale per ripensare la scuola trentina con investimenti coraggiosi e importanti. Qui si pensa di fare scelte al ribasso".

 

A dimostrazione che i cordoni della borsa sono chiusi Flc ricorda il rifiuto del Dipartimento dell’Istruzione di adeguarsi al protocollo nazionale sulla maturità, stanziando risorse ad hoc per una sanificazione specifica degli spazi scolastici in vista della riapertura di oggi. "Nonostante la nostra richiesta, le risorse che il Ministero ha previsto per la sanificazione iniziale delle scuole non sono state stanziate in Trentino", ricorda la segretaria Flc che però sottolinea nel contempo anche il positivo risultato raggiunto sul fronte della sicurezza.

 

"Abbiamo chiesto e ottenuto un tavolo permanente sull'applicazione delle norme di sicurezza per gli esami costituito oltre che dalle organizzazioni sindacali e dall'amministrazione anche dai dirigenti sanitari provinciali e dalla Croce Rossa; è un tavolo che si è già riunito alcune volte e continuerà a farlo nei prossimi giorni e per tutta la durata degli esami con il compito di tenere costantemente aggiornata la situazione e portare all'attenzione le problematiche che si possono presentare nell'applicazione di quanto previsto nel protocollo di sicurezza".

 

E su settembre il sindacato di Via Muredei rilancia la necessità di una ripartenza in presenza e in totale sicurezza. "Per farlo serve non solo potenziare il personale scolastico e trovare nuovi spazi. E' lo stesso protocollo sulla sicurezza 6-19 anni, oggi in discussione a livello provinciale, che fa venir meno tutti gli standard sia sul piano della cubatura dei locali, sia per la previsione degli organici del personale. Ma è da tempo che si criticano le così dette 'classi pollaio' costituite per ragioni di spesa pubblica; sarebbe venuta l’ora di diminuire l’elevato numero di studenti e ragionare su nuovi ambienti di apprendimento”.

 

Servono scelte immediate e risorse, non solo per la ripartenza, ma per ripensare un nuovo modello di scuola, che metta al centro la qualità dell'insegnamento e l'inclusione coerentemente con la nostra Costituzione. "La didattica a distanza è stato uno strumento di emergenza in una fase di emergenza - insiste Mazzacca -. Insegnanti, studenti e genitori hanno riscoperto il valore inclusivo della scuola della Costituzione e l'importanza della relazione educativa in presenza”. L'auspicio da parte del mondo sindacale è che “il Ministero e la Provincia che dovranno programmare i prossimi mesi sappiano ascoltare e accogliere queste sollecitazioni che arrivano dal mondo della scuola”.

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