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Termoscanner per tutti, più mezzi pubblici e protocolli speciali: la scuola trentina si prepara alla ripartenza. Fugatti: “Obiettivo stare aperti”

Mentre si avvicina il fatidico giorno del rientro, la scuola trentina si prepara alla ripartenza equipaggiata con oltre 1300 termoscanner agli ingressi delle strutture, un aumento di 800 effettivi nel personale docente e ausiliario e 50 pullman privati in più per supplire alla riduzione della capienza. Il responsabile del Servizio istruzione Ceccato: "I termoscanner non esentano i genitori dal misurare la febbre ai propri figli. Devono responsabilizzarli ancora di più"

Di Davide Leveghi - 09 settembre 2020 - 17:28

TRENTO. Mentre il fatidico giorno della riapertura delle scuole si avvicina, fervono i preparativi per "accogliere" il nuovo anno scolastico. È passato tanto tempo dall'ultima campanella (4 marzo) e l'attesa è tanta, come tanta la preoccupazione, per capire le modalità con cui si muoverà il comparto scuola. “Proprio per questo crediamo sia necessario informare la popolazione sulle tappe di avvicinamento alla riapertura”, esordisce il presidente Maurizio Fugatti.

 

Nella conferenza stampa indetta al palazzo della Provincia, il governatore trentino illustra il quadro accompagnato dai dirigenti della Protezione civile, di Trentino Trasporti, del Dipartimento scolastico e della Prevenzione dell'Azienda sanitaria. C'è volontà di riaprire e voglia di ripartire, nonostante le difficoltà. “Il tema centrale del momento è la scuola – spiega Fugatti – dalla riapertura di nidi e materne credo non siano emerse problematiche particolari, questo anche perché ci ha aiutato ricominciare con il 30-35% di bambini a giugno e luglio. Superato quello scoglio, allora, dobbiamo affrontare quello delle scuole dell'obbligo”.

 

La nostra volontà è quella di riaprire e stare aperti – prosegue – utilizzando protocolli in parte diversi da quelli nazionali perché consideriamo che ci sia una nostra modalità di gestire la scuola. Siamo preoccupati per il focolaio che conosciamo (riferimento al focolaio del comparto carni, ndA), ma i dati ci dimostrano che la situazione si sta stabilizzando”.

 

A definire lo stato della preparazione delle strutture, sono poi il dirigente della Protezione civile trentina Raffaele De Col e il responsabile del Servizio istruzione Roberto Ceccato. “Stiamo proseguendo nella consegna dei circa 3500 banchi alle scuole di tutto il Trentino, grazie anche alla collaborazione dei vigili del fuoco volontari – spiega De Col – se tutto procederà secondo i piani di consegna dovremmo concludere entro domenica. In collaborazione con il Servizio istruzione stiamo invece montando i più di 1300 termoscanner in base al numero degli alunni. Lunedì, ad ogni modo, prima della riapertura delle scuole si riunirà una sala operativa con i vari soggetti per coordinare la situazione”.

 

Polizia, carabinieri, Provincia, Dipertimento istruzione, principali Comuni, trasporti e protezione civile saranno impegnate nel monitorare la situazione. “Nella consapevolezza che ci sarà qualche problematica, specie nella prima fase”, commenta Fugatti.

 

Per quanto riguarda il quadro del trasporto pubblico, è il dirigente di Trentino Trasporti Roberto Andreatta a tracciare il funzionamento della macchina operativa. “Gli abbonati sono normalmente 50mila, ma secondo le nuove disposizioni che riducono la capienza all'80% ci siamo visti costretti ad aumentare in numero di corse e a fare ricorso, così, ai pullman privati. Saranno 50 quelli legati ad aziende esterne a Trentino Trasporti. Personale nostro, di Trenitalia e della vigilanza ci aiuterà nei luoghi più affollati, specie in ambito urbano, a far rispettare le norme contro gli assembramenti”.

 

“Le nostre uniche perplessità riguardano il traffico – prosegue – per questo invitiamo chi può, sfruttando le belle giornate, a recarsi a scuola e al lavoro a piedi o in bicicletta. Sui mezzi l'uso della mascherina sarà obbligatorio, i veicoli sanificati e il ricambio d'aria effettuato ogni quarto d'ora per la durata di un minuto”.

 

Per quanto riguarda le strutture scolastiche, come annunciato, la grande novità degli ultimi giorni riguarda l'installazione di termoscanner anche per gli studenti. Una misura “di ulteriore garanzia”, ha specificato il presidente della Pat, ma che non esenterà i genitori dal compito di misurare la febbre ai propri figli prima di mandarli o portarli a scuola. “Dovrebbe responsabilizzare maggiormente i genitori – afferma il responsabile del Servizio istruzione Ceccato – si dovrà comunque misurare la febbre prima della scuola e in aggiunta vi sarà il controllo all'entrata delle scuole”.

 

Ai nastri di partenza, oltre 70mila studenti. E per rispettare le nuove norme sanitarie, la Provincia ha dato vita a uno sforzo importante. “Vogliamo ripartire in nome della prudenza – continua – gli studenti sono 70162, divisi in un numero maggiore di classi. Abbiamo incrementato il personale docente e ausiliario di circa 800 effettivi, coinvolgendo anche lavoratori del Progettone e incontrando, per ora, qualche difficoltà solo nel comparto delle scuole per l'infanzia. Per quanto riguarda gli esoneri dei soggetti a rischio, sono 4 nelle scuole materne, nelle altre si sta procedendo alla raccolta dati. C'è bisogno oggettivo di riprendere il processo di crescita”.

 

“Per prevenire – gli fa eco Fugatti – studenti e insegnanti non devono andare a scuola con la febbre”.

 

A concludere gli interventi ci ha poi pensato il direttore del Dipartimento Prevenzione dell'Apss Antonio Ferro. “I nostri protocolli sono un po' diversi da quelli nazionali – ha spiegati – in particolare per quanto riguarda l'individuazione dei casi sospetti. In quel caso si procede alla presa da parte del soggetto e lo si sottopone al tampone. Solo se positivo si procede all'isolamento dell'intera classe. Gli insegnanti invece potranno continuare nella loro attività didattica, essendo rispettata la misura dei 2 metri di distanza dagli studenti”.

 

Diversa la questione per le scuole elementari, dove i maestri sono meno, legati a una specifica classe e in maggior contatto coi bambini. Lì si procederà al loro quarantenamento. Nella aule la mascherina sarà obbligatoria, tendenzialmente quella chirurgica. Un ultimo aspetto interessa infine i contatti: la norma che vige, per evitare di fermare le scuole, sarà quella che 'il contatto del contatto non è contatto'. Ciò significa che se uno studente verrà trovato positivo, a essere sottoposti a isolamento saranno solo i genitori dello stesso e i compagni di classe. Non i genitori dei compagni di classe”, conclude.

 

Curioso che in una conferenza stampa tanto importante sulla scuola, a latitare sia stato proprio l'assessore competente, Mirko Bisesti. D'altronde, come accaduto piuttosto spesso durante questi mesi, dal lockdown all'estate del Covid, la sua assenza è stata fatta notare da genitori, insegnanti e sindacati, sconcertati di fronte alla scarsità, se non alla totale assenza, di comunicazione da parte di chi avrebbe la responsabilità del comparto scuola, tra i principali campi di esercizio dell'autonomia trentina. 

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