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Coronavirus, attesa la consegna dei termoscanner per le scuole. In arrivo anche i banchi monoposto messi a disposizione a livello nazionale

La febbre, ricordano ancora i medici, è un inequivocabile indicatore, ma non bisogna tuttavia dimenticare quello che deve essere un vero e proprio patto di responsabilità: in altri termini spetta ai familiari rilevare lo stato di salute dei propri ragazzi e evitare nel modo più assoluto di mandarli a scuola, e quindi anche di salire sui mezzi di trasporto pubblici, se si presentano sintomi sospetti

Di L.A. - 01 settembre 2020 - 19:17

TRENTO. E' attesa per sabato 5 settembre la consegna del primo stock dei 1.500 termoscanner che la Protezione civile ha ordinato per le scuole. La conferma arriva dalla task force provinciale per Covid-19 riunita oggi in Provincia dal presidente Maurizio Fugatti con la presenza degli assessori Stefania Segnana e Mirko Bisesti. E' stato inoltre confermato l’arrivo da martedì 7 settembre dei primi autotreni che porteranno i nuovi banchi monoposto messi a disposizione a livello nazionale.

 

Entro questa settimana sono attesi 800 dispositivi, mentre altri 700 arrivano entro l’inizio delle lezioni. Questi apparecchi sono predisposti per rilevare la temperatura al passaggio di una persona, mentre gli esperti dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari concordano con il fatto che, se correttamente installati e gestiti, possono costituire un utile strumento per il controllo dello stato di salute di un nutrito gruppo di cittadini.

 

La febbre, ricordano ancora i medici, è un inequivocabile indicatore, ma non bisogna tuttavia dimenticare quello che deve essere un vero e proprio patto di responsabilità: in altri termini spetta ai familiari rilevare lo stato di salute dei propri ragazzi e evitare nel modo più assoluto di mandarli a scuola, e quindi anche di salire sui mezzi di trasporto pubblici, se si presentano sintomi sospetti.

 

Gli istituti scolastici aprono dal prossimo 14 settembre. Nella giornata di ieri, lunedì 31 agosto, è stato trovato l'accordo tra Stato e Regioni per quanto riguarda la capienza dei mezzi pubblici: la capacità di carico massima è dell'80%, ma si può arrivare anche al 100% se il tragitto richiede meno di 15 minuti (Qui articolo).  

 

Quella del trasporto pubblico è stato un tema caldo, tanto che il presidente Fugatti aveva ipotizzato l'impossibilità di aprire gli istituti trentini se fosse rimasta l'indicazione della capienza al 50% (Qui articolo). Il governo e le Regioni hanno trovato un'intesa, pur nel rispetto naturalmente precisi protocolli atti a ridurre al massimo possibile le situazioni di esposizione al contagio.

 

 

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