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Coronavirus, un 'cordone di sicurezza' davanti ai pronto soccorsi trentini. Bordon:''Un pre-filtro per la sicurezza di personale e pazienti''

Prima di entrare nella struttura sanitaria le persone, che arrivano in maniera autonoma, dovranno rispondere ad alcune domande. In calo gli accessi al Pronto Soccorso 

Di G.Fin - 25 febbraio 2020 - 16:46

TRENTO. Una sorta di “cordone di sicurezza” attorno ai sette pronto soccorsi del Trentino per consentire una migliore organizzazione del lavoro all'interno degli ospedali ma anche per evitare inutili rischi a personale e pazienti che si trovano ricoverati.

 

A spiegarlo è stato quest'oggi il direttore dell'Apss, Paolo Bordon, nel corso della conferenza stampa che si è tenuta nella sala della Protezione civile a margine della riunione della task force per l'emergenza coronavirus.

 

Bordon ha spiegato che ieri sera si è svolto un incontro fra il governatore del Trentino Maurizio Fugatti, assieme all'assessora alla sanità Stefania Segnana e ai vertici delle strutture provinciali coinvolte nella gestione dell'emergenza, e i rappresentanti degli Ordini professionali più direttamente interessati alla gestione dell'epidemia: medici, infermieri, farmacisti, pediatri.

 

Durante questo incontro sono state concordate le prassi da seguire nello svolgimento dei diversi interventi, anche per gli aspetti relativi ai comportamenti da tenersi se in presenza di un caso di sospetta positività, come l'uso delle protezioni individuali.

“Abbiamo invitato i medici e i pediatri – ha spiegato il direttore dell'Apss Paolo Bordon – di adottare delle precauzioni con l'indicazione dell’accesso agli ambulatori tramite prenotazione. Per i pediatri questo già avviene nella maggioranza dei casi, ma si vuole estendere la prassi alla totalità dell'utenza per poter effettuare un vaglio preventivo delle situazioni che poi verranno prese concretamente in esame negli ambulatori”.

 

Per quanto riguarda il cosiddetto “cordone di sicurezza” che si sta approntando in queste ore, ha spiegato Bordon, per gli accessi al pronto soccorso, “avremo una sorta di pre-triage dove ci sarà una persona all'esterno della struttura che deve esporre ad ogni paziente che arriva in maniera autonoma, sei domande che vanno dalla sua presenza nelle zone contagiate ad eventuali sintomi. In questo modo si potrà creare un filtro che consentirà di proteggere ulteriormente visitatori, pazienti e personale” a beneficio, insomma, soprattutto di chi si rivolge alle strutture ospedaliere per questioni che non hanno nulla a che fare con il Coronavirus.

 

Tra gli aspetti che sono stati sottolineati dal direttore Paolo Bordon anche il comportamento "esemplare" della popolazione trentina. Negli ultimi giorni, infatti, sono stati quasi assenti i codici verdi al Pronto Soccorso. "Già nella giornata di ieri - ha spiegato il direttore sanitario - sono stati fatti solamente accessi indicati e appropriati e non accessi che, come spesso succede, possono essere gestiti in altre parti".

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