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Coronavirus in Trentino, l'Apss: ''Si prevede un peggioramento dei dati e un raddoppio degli accessi: ci riorganizziamo a Trento, Cles e Tione''

L'appello dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari: "Bisogna cambiare la strategia di sanità pubblica, chiunque presenti una sindrome influenzale si metta in isolamento fino ai risultati dei test"

Di Luca Andreazza - 29 ottobre 2020 - 20:14

TRENTO. Le proiezioni delle autorità sanitarie ipotizzano un peggioramento del quadro epidemiologico nella prima decade di novembre e quindi si predispone una riorganizzazione del sistema ospedaliero per cercare di fronteggiare una ulteriore richiesta di posti letto.

 

Attualmente sono 118 le persone in ospedale, di queste 9 ricorrono alle cure della terapia intensiva, rispettivamente 18 e 3 pazienti in più rispetto a ieri. Un altro fattore che preoccupa è l'aumento dell'età media: 59 gli over 70 risultati positivi nelle ultime 24 ore.

 

L'appello è quello di mantenere alta la guardia: "Bisogna cambiare la strategia di sanità pubblica - commenta Antonio Ferro, direttore del Dipartimento di prevenzione dell'Apss - chiunque presenti una sindrome influenzale si metta in isolamento fino ai risultati dei test. E' l'unico sistema insieme a mascherina, distanziamento e igienizzazione. Il tasso di mortalità è altissima e dobbiamo impegnarci a proteggere i nostri anziani" (Qui articolo).

 

Le valutazioni dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari sulle stime dell'impatto di R0 portano a supporre che ci potrebbe essere un raddoppio degli accessi per Covid-19 e quindi c'è la necessità di predisporre le necessarie contromisure: alcune sezioni di Medicina, Chirurgia e Pediatria tra gli ospedali Santa Chiara di Trento, Cles e Tione vengono riconvertite per questo scopo (Qui articolo).

 

"Ci teniamo pronti per non farci trovare impreparati - aggiunge Ferro - la gestione dei flussi dei pazienti avviene per evitare sovrapposizioni. La previsione è quello di utilizzare un processo a fisarmonica per adattarsi alle esigenze causate dall'epidemia coronavirus". Una decisione che rientra nel più ampio piano per fronteggiare una situazione epidemica complessa, nelle ultime settimane si è già provveduto alla riconversione di due piani all'ospedale di Rovereto.

 

Un'emergenza che è più severa con un forte peggioramento della situazione generale: il 20 ottobre erano 46 le persone in ospedale tra Trento e Rovereto, vuote le terapie intensive, oggi sono invece 118 i pazienti ricoverati, 9 nel reparto di rianimazione. Purtroppo, le vittime in questa seconda ondata sono costanti: i 3 decessi comunicati oggi aggiornano il bilancio a 29 morti in 20 giorni e 30 in circa un mese.

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