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Di padre in figlio: il bracconaggio tra i nostri boschi si manifesta con crudeltà (e spesso è di famiglia)

A Bellamonte qualche settimana fa erano stati trovati quattro cervi senza testa e questa settimana in Val di Sole sono stati individuati due bracconieri (uno con licenza di caccia l'altro no) che dopo aver ucciso in una maniera atroce un cervo lo avevano decapitato. Anche a Tremosine erano padre e figlio

Pubblicato il - 26 gennaio 2020 - 11:43

TRENTO. A inizio mese la scritta ''Ritrovati 5 cervi maschi senza testa: sicuramente colpa del lupo che vuole appendere i trofei in soggiorno'' era apparsa sulla lavagna di un locale della Val di Fiemme e l'appassionato ed esperto di lupi della zona Paolo Scarian aveva pubblicato sul gruppo Facebook ''Fiemme e Fassa il ritorno del lupo'' le immagini delle carcasse ritrovate nella zona di Bellamonte ''lavorate'' grosso modo tutte alla stessa maniera (QUI ARTICOLO). 

 

"Due esemplari sono stati trovati nel fondovalle - commentava Scarian - mentre altre due carcasse sono state individuate a circa 2 mila metri di quota. Abbiamo immediatamente avvisato il corpo forestale, che ora ha il compito di interessare il rettore della sezione, ma anche portare avanti alcune analisi".

 

Analisi e indagini accurate, ci si augura, visto che intanto dall'altra parte del Trentino solo pochi giorni fa sono stati individuati due bracconieri: padre cacciatore e figlio ancora senza patentino ma già indirizzato sulla (cattiva) strada. I forestali, infatti, in Val di Sole, a Caldes, hanno colto sul fatto i due. Prima è stata trovata la carcassa di un cervo con grande palco morto dopo ore di agonia stritolato nel basso ventre da una trappola con cavo d'acciaio. A quel punto hanno capito che i bracconieri sarebbero dovuti tornare e hanno deciso di posizionare delle fototrappole per incastrarli. E così è stato: pochi giorni dopo padre e figlio, sono tornati sul luogo per smontare il sistema di catturadecapitare l'animale e portarsi a casa il palco come trofeo (QUI ARTICOLO). 

 

E anche a Tremosine, pochi giorni fa, sopra il Lago di Garda padre di 58 anni con licenza di caccia scaduta e figlio di 28 erano stati fermati con tutto l'armamentario del ''perfetto bracconiere'': capienti zaini, ottiche, binocoli, telemetri, visori notturni, radio ricetrasmittenti, segacci, coltelli a pugnale, guanti e sacchi di plastica, tutto il necessario per individuare, abbattere e macellare sul posto quanto il parco dell'Alto Garda avrebbe offerto tra caprioli, cervi o cinghiali (QUI ARTICOLO).

 

Insomma la pratica è tristemente diffusa e anche il modus operandi è banalmente ripetitivo con il palco che rappresenta il macabro trofeo da esporre, magari, in qualche inquietante garage o salotto. Il bracconaggio è diffuso ovunque, anche nelle nostre vallate e, purtroppo, pare essere anche una tradizione di famiglia. 

 

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