Contenuto sponsorizzato
| 27 mag 2020 | 19:38

''Gli studenti con bisogni educativi speciali abbandonati da Fugatti e Biesesti. Da tempo chiediamo un incontro per tornare a lezioni in presenza''

Il segretario della Cgil Andrea Grosselli e della Cisl Michele Bezzi denunciano quanto sta vivendo una parte di popolazione studentesca in Trentino: ''Tutti gli interventi in presenza sono stati sospesi; in alcuni casi, tra mille difficoltà, si sono attivate forme di sostegno a distanza. E’ ora che si pensi anche per questi alunni più fragili ad una sperimentazione in presenza''

Gli studenti con bisogni educativi speciali abbandonati da Fugatti e Biesesti
di Redazione

TRENTO. Senza condividere nulla e senza coinvolgere nessuno ieri il mondo degli asili e delle scuole materne ha appreso dalla diretta Facebook del presidente della Pat Fugatti che, forse, non si sa bene come, le strutture riapriranno dall'8 giugno per restare aperte fino al 31 luglio. Un'iniziativa che ha spiazzato tutti e che lascia perplessi i più visto che, tra l'altro, l'iniziativa è stata presentata durante la conferenza (senza) stampa come osteggiata dai sindacati mentre questi hanno fatto sapere di essere pronti a collaborare, se coinvolti.

 

E un problema, grosso, grossissimo, è quello che riguarda gli studenti con bisogni educativi speciali di fatto abbandonati più degli altri studenti dalla politica provinciale che nulla ha previsto di specifico per loro per questo periodo di chiusura delle scuole. ''Il presidente Fugatti e l’assessore Bisesti sono pronti a riaprire tra poco più di dieci giorni gli asili nido e le scuole dell’infanzia - spiegano il segretario della Cgil Andrea Grosselli e della Cisl Michele Bezzi - ma intanto non hanno preso minimamente in considerazione la situazione di grande difficoltà in cui si trovano gli alunni con i bisogni educativi speciali e le loro famiglie. A loro nessuno pensa''.

 

Al segretario generale della Cgil del Trentino dunque non resta che prendere atto che ad una settimana da una richiesta di incontro unitaria per approfondire la questione di fatto non c'è ancora nessun riscontro. Con l’interruzione dell'attività didattica in presenza, infatti, il Dipartimento Istruzione aveva comunicato alle scuole la sospensione delle prestazioni dei servizi educativi, formativi e di assistenza a favore degli studenti con bisogni educativi speciali.

 

''Tutti gli interventi in presenza sono stati sospesi; in alcuni casi, tra mille difficoltà, si sono attivate forme di sostegno a distanza  - fanno notare i due segretari-. E’ ora che si pensi anche per questi alunni più fragili ad una sperimentazione in presenza, pur nel rispetto di tutte le misure di sicurezza a tutela della loro salute e di quella di assistenti educatori e insegnanti di sostegno. Non si può lasciare indietro chi è più fragile''.

 

Per questa ragione il sindacato sollecita ancora l’assessore all’Istruzione e il Dipartimento perché si apra subito un confronto con le organizzazioni dei lavoratori e le cooperative che forniscono il servizio alle scuole.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Economia
| 05 agosto | 20:41
Il presidente di Confindustria Trentino dopo la presentazione del Piano industriale Trentino 2040: “Obiettivi ambiziosi? Sì, ma programmare il [...]
Cronaca
| 05 agosto | 19:41
La denuncia è della consigliera provinciale altoatesina Brigitte Foppa che sottolinea: "E la sostenibilità dov'è? Abbiamo veramente [...]
Montagna
| 05 agosto | 13:51
La denuncia della pagina social Laggio Lajo di Cadore: "Magari a casa vostra lo potete anche fare al lato della strada ma non qui in Cadore. Noi [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato