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Hospitality, al via l’edizione dei record con 561 espositori. Costa: “Siamo fra le prime tre fiere del paese per il settore dell’Ho.Re.Ca”

Carla Costa, responsabile area fiere riva del Garda Fierecongressi: “In fiera facciamo tanta formazione, il tallone d’Achille delle maggior parte delle strutture a conduzione famigliare è la comunicazione, ma con i giusti metodi si può arrivare a raddoppiare il proprio business”  

Di Tiziano Grottolo - 04 febbraio 2020 - 12:50

RIVA DEL GARDA. “Hospitality è l’unica fiera in Italia a rappresentare tutte le industry dell’Ho.Re.Ca. nello stesso appuntamento, una conferma del ruolo strategico del polo fieristico di Riva del Garda come piattaforma di business per il sistema turistico del Paese”. Così Roberto Pellegrini Presidente di Riva del Garda Fierecongressi, al taglio del nastro della 44esima edizione della fiera che, per la scorsa edizione, ha portato a sul lago di Garda 21.135 operatori professionisti e più di 28.000 visitatori. Numeri questi che potrebbero essere battuti dal momento che un record, per quanto riguarda gli espositori, è già stato superato alzando l’asticella a quota 561.

 

“Quest’anno abbiamo deciso di puntare forte su un’operazione di rebranding da dove è nato il nuovo logo”, afferma Carla Costa, responsabile area fiere di Riva del Garda Fierecongressi. Una manifestazione che si rinnova nei simboli ma anche nelle aziende, oltre che nel modo di essere comunicata: “Il logo è più moderno anche se abbiamo mantenuto la storica ‘H’ che rappresenta la tradizione e vuole essere un premio verso gli espositori che negli anni sono rimasti”, continua Costa. Fra queste ce ne sono due in particolare: Omkafe e Casa del Bambù che partecipano alla fiera dalla primissima edizione, a loro si affiancando circa 250 espositori che nel corso degli anni hanno rinnovato con continuità la loro partecipazione. Un segno che l’evento funziona – precisa la responsabile area fiere – attorno alla lettera ‘H’ abbiamo voluto costruire un timbro di qualità proprio per professionalizzare la manifestazione, guardando verso il futuro da un punto di vista strategico”.

 

Un occhio di riguardo però è riservato anche ai settori emergenti come i birrifici artigianali, ben 47 in fiera, un altro record e quello del turismo all’area aperta. Grande ritorno anche del settore del wellness, che dopo il boom di alcuni anni fa era dato in discesa ma che ora sta tornando ad imporsi sul mercato grazie alle tecnologie di ultima generazione. A questi si affianca l’onnipresente “food and beverage”. Insomma, da una fiera di distributori Hospitality si è trasformata in fiera delle aziende.

 

Uno dei punti di forza della fiera è sicuramente la formazione che viene svolta al suo interno durante le varie giornate, per implementare ulteriormente questo aspetto Fierecongressi si è avvalsa della collaborazione della società di consulenza riminese Teamwork Hospitality che ha messo a disposizione i propri specialisti “affianco a loro abbiamo l’opportunità di presentare la nostra hospitality”. La formazione all’interno delle fiere è l’ultima tendenza di questo settore, dove sono gli stessi espositori a richiederlo per ottenere qualcosa in più di un semplice spazio dove mettere in mostra i propri prodotti. Fra i principali temi affrontati si sono l’analisi delle nuove tendenze, come muoversi e come scegliere i mercati verso cui approcciarsi, poi si fa tanta formazione per quanto riguarda la comunicazione, quest’ultimo vero tallone d’Achille delle strutture italiane.

 

“Tralasciando le grandi catene e le eccellenze a 5 Stelle molte strutture sono gestite a livello famigliare – spiega Costa – se da un lato è una nota positiva perché il lavoro si tramanda di generazione in generazione dall’altro si fa molta fatica a investire nella comunicazione digitale, spesso improvvisando”. Non sempre però improvvisare funziona e anche i canali social bisogna saperli sfruttare, magari facendosi aiutare da professionisti: “Generalmente nel mondo dell’accoglienza italiana c’è tanta creatività ma le peculiarità fanno fatica a emergere ma quando la comunicazione è efficace il business può arrivare quasi a raddoppiare”.

 

Tra le parole chiave della fiera c’è sicuramente “Sostenibilità”, stiamo parlando infatti del primo ente fieristico italiano ad ottenere la certificazione ISO 20121 dedicata agli eventi sostenibili. Da sempre attenta alla sostenibilità e alla responsabilità sociale, Riva del Garda Fierecongressi dal 2016 aderisce anche al progetto Food For Good (nato da Federcongressi&eventi in collaborazione con Banco Alimentare ed Equoevento Onlus), che prevede il recupero delle eccedenze alimentari degli eventi con l’obiettivo di trasformare l’abbondanza in una risorsa preziosa e dare il proprio contributo alla lotta allo spreco alimentare.

 

Inoltre, quest’anno Hospitality è stata scelta da FIC-Federazione Italiana Cuochi quale sede per il primo contest nazionale di cucina in emergenza Emergency Food Contest. Un progetto del Dipartimento Solidarietà Emergenze di FIC-Federazione Italiana Cuochi in collaborazione con la Protezione Civile Italiana e il Dipartimento Protezione Civile Provincia autonoma Trento.

 

È grazie a tutto questo imponente lavoro che la manifestazione ha potuto rafforzarsi e superare la concorrenza spietata di altri attori: “Abbiamo voluto mantenere uniti tutti i settori merceologici – conclude Costa – questo ci ha permesso di rafforzarci strategicamente. Chi viene da noi – ha aggiunto in chiusura – può trovare tutto quello che può servire per la sua attività, è in questo modo che Hospitality può a ragione considerarsi sul podio delle più importanti fiere del settore”. Per chi volesse la fiera di Riva del Garda sarà aperta ancora fino al 5 febbraio, dove si potranno incontrare i 561 espositori del settore Ho.Re.Ca. e un ricco palinsesto di eventi.

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