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I camionisti-eroi non si fermano: nel cuore del contagio, dalla provincia di Bergamo, il piano straordinario per non interrompere l’attività di Bracchi Group

In questo momento sono i camionisti che stanno tenendo unita e in vita l'Italia rifornendo supermercati, farmacie, pezzi di ricambio per mezzi di soccorso e ospedali. L'azienda lombarda per non interrompere l'attività ha predisposto l’uso di mascherine e guanti usa e getta per gli autisti durante il carico presso terzi, ma anche per i magazzinieri e gli sportellisti addetti allo scambio documentale, ha attivato assicurazioni apposite e due campagne di raccolta fondi

Pubblicato il - 28 March 2020 - 14:51

BERGAMO. Si trovano letteralmente in trincea nel cuore dell'epidemia, quella provincia di Bergamo dove i morti si contano a centinaia (il totale aggiornato ad oggi è di 8.060 contagi e 1.617 decessi) e non possono fermarsi perché i servizi essenziali devono resistere e in questo momento i camion sono l'unica cosa che tiene unita l'Italia (e aperti i supermercati, le farmacie, garantisce i pezzi di ricambio per ambulanze, mezzi dei vigili del fuoco, forze dell'ordine). Lo abbiamo raccontato qualche giorno fa tramite la voce di una delle principali aziende di trasporto e spedizioni nazionali (QUI ARTICOLO) e oggi è il Gruppo Bracchi a raccontarsi. 

 

Mentre, infatti, i trasportatori sono in allarme, i disagi sono enormi per ogni camionista non essendoci, praticamente, punti ristoro aperti, e non sempre si riesce a trovare appoggio anche per quanto riguarda i servizi e i bagni e in Italia è fermo un camion su quattro il gruppo bergamasco con sede nel centro della zona rossa, in Lombardia, attua un piano straordinario per non interrompere l’attività. ''Dobbiamo garantire i servizi essenziali durante la quarantena, difenderemo i nostri lavoratori-eroi in trincea sulle strade'', spiega Mauro Crippa, direttore generale di Bracchi Group. Mentre in molti del settore della logistica bloccano le attività o sono costretti a farlo, il gruppo lombardo ha deciso di adottare tutte le misure precauzionali per garantire la sicurezza dei dipendenti, collaboratori e partner cercando al contempo di assicurare la continuità del servizio per i clienti.

 

In particolare hanno subito istituito un comitato di gestione della crisi che ha diffuso un decalogo comportamentale in tutte le sedi del gruppo tra Veneto (nel Vicentino), Lombardia, Slovacchia, Polonia e Germania. Un dipendente su tre ad oggi è in smartworking, sono state sospese le trasferte, è stato predisposto l’uso di mascherine e guanti usa e getta per gli autisti durante il carico presso terzi, ma anche per i magazzinieri e gli sportellisti addetti allo scambio documentale. Non solo: è stato organizzato un controllo degli accessi e screening del personale esterno presente nelle sedi aziendali per prevenire il rischio di contagi.

 

“Il nostro pensiero, prima di tutto, è andato alle persone che fanno parte dell’azienda e a chi, adesso, è in prima linea nel combattere la pandemia - spiega Crippa -. Per i nostri dipendenti abbiamo stipulato una polizza assicurativa con Assidim e Marsh SpA che prevede indennità di ricovero dopo il settimo giorno, indennità di convalescenza e diverse forme di assistenza a seguito di ricovero in terapia intensiva causato da infezione da Covid-19". Il tutto, ovviamente, nella speranza che nessuno debba mai farvi ricorso ma è chiaro che la cosa, in questo momento, è più di un'ipotesi visto il livello di diffusione del contagio, soprattutto tra Lombardia e Veneto, e quindi meglio essere pronti ad ogni evenienza.

 

Il piano straordinario di sicurezza per permettere ai propri camionisti di proseguire il lavoro ha previsto, quindi, l'acquisto di migliaia di mascherine chirurgiche e NK95 (equivalenti FFP2), già distribuite nelle sedi italiane ed estere. Gli uffici, poi, vengono decontaminati tramite nebulizzazioni di soluzioni al cloro.

 

In questo quadro, prosegue Lorenzo Annoni amministratore delegato di Gruppo Bracchi, "siamo consapevoli tuttavia che le difficoltà che stiamo affrontando sono niente a confronto di quelle dei medici e del personale sanitario. Per questo, contribuiremo alla raccolta fondi per l'Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo e alla raccolta AiutiAMO Vicenza promossa dalla Fondazione San Bortolo e dal Comune di Vicenza. Per moltiplicare l’impegno del Gruppo, per ogni euro raccolto dai dipendenti il Gruppo Bracchi ne devolverà un altro per contribuire alla causa''.

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