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Coronavirus, il 9% dei contagiati sono sanitari, salgono a 40 i medici deceduti nell’epidemia

Sono 6205 i sanitari contagiati in tutta Italia, il 9% dei casi totali. Medici, infermieri e oss affrontano in prima linea l’emergenza coronavirus e proprio per questo stanno pagando un prezzo altissimo. Gran parte degli operatori infatti si è ammalata sul campo prendendosi cura dei pazienti ricoverati

Di Tiziano Grottolo - 26 marzo 2020 - 17:37

TRENTO. Sono 6205 i sanitari contagiati dal coronavirus in tutta Italia, che corrispondono più o meno al 9% dei casi totali, un numero sicuramente molto elevato che dimostra come medici, infermieri oss e il resto del personale stiano pagando sulla loro pelle l’impegno per il contrasto dell’epidemia.

 

In questi giorni purtroppo l’elenco dei medici che non ce l’hanno fatta si è allungato ancora portando a 40 i decessi totali, fra i camici bianchi. Solo nella giornata di ieri sono morti altri 3 dottori, ad annunciarlo con un comunicato la Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo).

 

La provincia più colpita è quella di Bergamo con 11 medici deceduti, seguono Lodi con 4, poi Como, Brescia Napoli con 3. Sfortunatamente un elenco in continuo aggiornamento, fra i dottori caduti sul campo c’è anche Vincenza Amato dirigente del Dipartimento di igiene e prevenzione sanitaria dell’Agenzia di Tutela della Salute della provincia di Bergamo. La donna è mancata lo scorso 24 marzo, questo sarebbe stato l’ultimo anno di lavoro. L’Ats ha scritto in una nota: “Vogliamo ricordarla - per la sua grande professionalità, per le sue capacità e per le sue competenze, ma anche per la sua disponibilità e le sue doti umane che lasceranno in tutti noi un ricordo indelebile”.

 

A Cremona sono scomparsi Leonardo Marchi, Medico infettivologo, direttore sanitario Casa di Cura San Camillo e Luigi Ablondi Epidemiologo, nonché ex direttore generale dell’Ospedale di Crema. Era invece della provincia Brescia il dentista Mario Calonghi descritto come una persona riservata ed estremamente competente, aveva 55 anni l’ennesima prova che il virus può attaccare chiunque. Fra i più colpiti, probabilmente perché più esposti al contatto, ci sono i medici di Medicina generale ben 17, quasi la metà del totale dei casi.

 

Ivano Garzena è stato il più giovane fra i medici colpiti finora dal coronavirus. Garzena aveva 48 anni ed esercitava la professione a Torino, lascia una moglie e un figlio di 5 anni. Gli amici raccontano la sua passione per il modellismo: “Nelle domeniche d'estate faceva librare il suo aeroplanino, spesso caricandolo di caramelle che poi faceva piovere sui bambini”. Due settimane fa le prime difficoltà respiratorie, l’odontoiatra è venuto a mancare lo scorso 23 marzo.

 

L’ultimo medico caduto in prima linea è stato Antonio Maghernino, 59 anni guardia medica a Torremaggiore, in provincia di Foggia, da giorni era ricoverato nel reparto di Rianimazione dell'Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo si è spento ieri, 25 marzo.

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