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| 17 giu 2020 | 09:19

Il 29enne Andrea Concini è scomparso lo scorso dicembre. Ora una via in montagna avrà il suo nome, Bozzetta: ''Iniziai questo progetto con lui''

 E' stata dedicata a Andrea Concini la nuova via aperta sul Larsech, lungo la Pala de Socorda nel gruppo del Catinaccio. A portare a termine il progetto sono stati la guida alpina Marco Bozzecca e Giovanni Andriano

Il 29enne Andrea Concini è scomparso lo scorso dicembre
di Redazione

TRENTO. Un modo per ricordare l'amico morto, quell'amico assieme al quale aveva lavorato per realizzare l'apertura di una via tra le montagne che rappresentavano la sua vita. E' stata dedicata a Andrea Concini la nuova via aperta sul Larsech, lungo la Pala de Socorda nel gruppo del Catinaccio. A portare a termine il progetto sono stati la guida alpina Marco Bozzecca e Giovanni Andriano.

 

“Sabato scorso finalmente sono riuscito a portare a termine l'apertura di questa nuova via dedicata a Andrea Concini, tragicamente scomparso lo scorso inverno sulla nord di Cima Brenta. Iniziai questa via proprio con Andrea nello scorso autunno, l'arrivo dell'inverno aveva fermato i lavori. Poi il tragico incidente che ha portato la morte del mio compagno” ha scritto in un post Bozzecca.

 

Il 29enne Andrea Concini ha perso la vita il 29 dicembre scorso. La tragedia è avvenuta a poca distanza dal rifugio Tuckett sulle Dolomiti di Brenta quando Andrea, assieme ad altri, è stato investito da una valanga. Purtroppo per il giovane i soccorritori non hanno potuto fare nulla. (QUI L'ARTICOLO)

 

“Dopo la lunga quarantena, non sono al massimo della forma ma mi prometto di tornare a finire il lavoro – continua in un post Marco Bozzetta - lo devo a me stesso per superare il trauma e ad Andrea per legare per sempre il suo nome alla montagna di cui era innamorato. Fra alternanze di umori ed emozioni sono in vetta alle ore 16 di sabato, in compagnia di Giovanni, che ringrazio infinitamente per avermi accompagnato. Egli, non sostituisce Andrea, ma mi da la forza e la gioia di terminare questa salita”.


Una salita grandiosa, con arrampicata tradizionale lungo una parete selvaggia e impressionante che si sviluppa nella porzione di parete compresa fra la diretta Schubert del 1970 e la Platter-Rizzi del 1973. Si tratta di una arrampicata impegnativa ed atletica, continua su difficoltà di 6° e 7° grado, dove bisogna sapersi proteggere, anche se tutto il materiale usato in apertura è stato lasciato in parete per facilitarne la ripetizione.

Alle soste si trovano solidi anelli, che garantiscono una buona sicurezza, e anche una comoda e veloce discesa a corda doppia. “Una via che merita davvero – conclude Bozzetta - forse la migliore che io abbia mai aperto, di sicuro quella che mi ha dato più emozioni”.

 

 

 

(Foto tratte da profilo fb di Andrea Bozzetta)

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