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Il sistema telematico per le ricette va in tilt, mettendo in difficoltà i medici di famiglia. La Cisl: "Siamo stati lasciati soli". L'Apss: "Guasto che non dipende da noi"

Per due giorni il sistema telematico per le ricette è andato in tilt, impedendo ai medici di inviare online il materiale. Il guasto, avvenuto su livello nazionale, ha spinto però la Cisl medici a protestare contro la distrazione e lo scarso supporto dato a loro avviso dall'Apss. L'azienda sanitaria ha poi risposto con un comunicato 

Di Davide Leveghi - 15 January 2020 - 18:25

TRENTO. “Dopo le guardie mediche a tempo determinato, oggi sono i medici di famiglia a doversi lamentare del trattamento disorganizzato della nostra Azienda, troppo impegnata a trattare per la nuova Università, per accorgersi che, oltre alle guardie mancanti nelle valli, anche i medici di medicina generale cominciano ad averne abbastanza di questa scarsa attenzione nei confronti dei professionisti che lavorano sul territorio”.

 

Disorganizzazione e scarsa attenzione verso i propri dipendenti; sono queste le accuse, circostanziate e dure, lanciate dalla Cisl medici del Trentino a seguito del blocco del sistema Sogei delle ricette dematerializzate nei confronti dell'Azienda sanitaria, rea di non aver comunicato in tempo una situazione che ha messo a dura prova il rapporto con i pazienti. Il 9 gennaio 2020, infatti, il Sistema TS – cioè quel sistema istituito ai sensi dell'art.50 della L326/2003 e finalizzato alla rilevazione telematica nazionale delle prescrizioni mediche, farmaceutiche e delle prestazioni specialistiche ambulatoriali erogate a carico del sistema sanitario nazionale – si è fermato, impedendo che i medici d'assistenza primaria potessero inviare le ricette elettroniche e i certificati di malattia.

 

Tornati in studio dalle visite nei masi periferici delle valli o nelle case più raggiungibili, i medici, compilati i certificati online come richiesto dalla normativa vigente, ottenevano come risposta dal sistema che l'operazione non era andata a buon fine. “Corre l'obbligo di ricordare che – ha scritto in un acceso comunicato il segretario generale della Cisl medici del Trentino dott. Nicola Paoli – nei giorni di giovedì e venerdì scorsi gli studi dei medici di famiglia trentini sono stati presi d'assalto dai cittadini inviperiti perché gli stessi professionisti non erano in grado di inviare le ricette elettroniche”.

 

“In Trentino – continua – dovendosi il nostro sistema locale interfacciare con quello nazionale Sogei attraverso il proprio gestionale provinciale autonomo, che non funzionava a sua volta, l'intoppo è andato avanti per un'intera giornata, mettendo in grave ambascia i nostri professionisti all'oscuro dell'interruzione telematica. Abbiamo avuto pazienti che ci hanno minacciato verbalmente, altri che tornati dal proprio datore di lavoro con certificazioni di malattia rese su carta, con firma e nostro timbro, si sono sentiti rifiutare la consegna del certificato con rinvio più volte ai propri medici, senza che noi potessimo far nulla per ovviare all'errore che proveniva da Roma. Altri che si sono visti revocati da pazienti furiosi, senza giusta causa”.

 

A distanza di sei giorni dal blocco, con il funzionamento a singhiozzo o del tutto assente delle ricette telematiche in farmacia e dei certificati di malattia ai lavoratori della provincia di Trento, non abbiamo sentito ancora una voce di scuse o di spiegazione della Apss di Trento nei confronti dei medici di assistenza primaria convenzionati danneggiati e contestati dai propri pazienti”.

 

Ma dall'Apss, dice Paoli, nessuna risposta. Questo episodio, ha aggiunto, non sarebbe un unicum nella professione dei medici di famiglia trentini. Le difficoltà, infatti, sarebbero altre: tra scarsità di risorse che obbligano i medici a comprarsi privatamente le risma di carta, e assenza di comunicazione, il comparto dei medici di medicina di base “comincia ad averne abbastanza”.

 

In giornata, però, la risposta dell'Apss non è mancata. Con un comunicato di risposta, l'azienda sanitaria provinciale si è limitata a evidenziare come “il blocco al sistema informatico delle ricette dematerializzate ha riguardato tutto il territorio nazionale”, affermando che il “ripristino del servizio ha visto costantemente impegnati i tecnici di Apss che si sono adoperati per cercare di limitarne le conseguenze”.

 

“Apss – ha concluso l'azienda sanitaria – consapevole del grave disagio arrecato ai cittadini e ai professionisti evidenzia che, trattandosi di un problema informatico a livello nazionale, non eleverà alcuna contestazione ai medici che non hanno potuto emettere le ricette in formato digitale”. Il mancato invio in formato digitale, infatti, implica per i medici una sanzione. 

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