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La ciclabile è chiusa per frana, ma spostano e scavalcano le transenne per passare. Il sindaco: "Mettono in pericolo se stessi e gli altri"

Dopo la frana che si è staccata a novembre dal Monte Brione, la ciclopedonale che collega Riva del Garda e Torbole è stata chiusa e transennata per motivi di sicurezza. Ora il sindaco Morandi ha chiesto l'intervento dei vigili per fermare le persone che ignorano il divieto: "Nessuno, qui, vuole dare multe o segnalare i trasgressori. Ma queste persone devono capire che passando di lì, ignorando i divieti, passano sotto un cantiere e un versante dal quale, in ogni momento, può cadere un sasso"

Pubblicato il - 05 January 2020 - 20:10

TORBOLE. Non c'è pace per il lungolago che collega Torbole e Riva del Garda. Ieri, sulla SS 240, l'ennesima caduta di sassi che hanno colpito alcune macchine in transito (QUI ARTICOLO). Questa mattina, dopo le verifiche da parte dei tecnici della provincia, la strada è stata riaperta (QUI ARTICOLO) anche se il Monte Brione resta un osservato speciale. 

 

Rimane chiusa, invece, la ciclabile, duramente colpita dalla frana dello scorso novembre (QUI ARTICOLO). Una scarica di enormi massi, infatti, si era abbattuta sulla passeggiata che collega Riva del Garda e Torbole, all'altezza dell'hotel Baia Azzurra. Nei giorni successivi l'area era rimasta interdetta e presidiata e, solo dopo la messa in sicurezza, la strada era stata riaperta al transito. La ciclopedonale a lato della galleria paramassi, invece, da novembre, non è stata più riaperta. E non è stata più riaperta per motivi di sicurezza, come sottolinea il sindaco di Nago-Torbole Gianni Morandi

 

L'accesso al tratto di ciclabile interessato dai crolli è stato transennato con tanto di cartelli che segnalano il pericolo di caduta massi. Ma, a quanto pare, a ciclisti e pedoni sembra importare poco o nulla dei divieti (e, a questo punto, anche della propria e dell'altrui sicurezza). Negli ultimi giorni, infatti, complici le festività e il bel tempo, tantissime persone si sono riversate sul litorale gardesano e, ignorando l'interdizione, hanno deciso di spostare le transenne e passare indisturbate sulla ciclopedonale.

 

"Ne ho visti moltissimi io stesso e sono stato io a chiamare la polizia locale - spiega Morandi -. Nelle scorse settimane, soprattutto nei giorni dopo Natale, ci sono state tantissime persone che non hanno rispettato il divieto. Gente che spostava le transenne o le scavalcava mettendo a repentaglio la propria sicurezza e anche quella degli altri perché magari, chi arrivava dopo, trovando le transenne spostate, passava tranquillamente".

 

La ciclabile, però, non è sicura. "Ora, per passare da Riva del Garda a Torbole - continua il sindaco - ciclisti e pedoni possono prendere il marciapiede all'interno della galleria paramassi. Una soluzione provvisoria, certo. Dopo l'epifania, infatti, partiranno i lavori  per creare un by-pass alternativo che scenderà in spiaggia e permetterà quindi di raggiungere agevolmente e in sicurezza, a piedi o in bici, Riva del Garda e Torbole. Penso che in un paio di settimane questa deviazione sarà pronta".

 

I lavori di messa in sicurezza e il ripristino della ciclopedonale, infatti, porteranno via parecchi mesi. "Il by-pass verrà utilizzato fino alla riapertura della pista ciclabile. I lavori di messa in sicurezza porteranno via qualche mese. Forse ci si riuscirà per la stagione estiva. Ora non lo so. Ma comunque, il collegamento Riva del Garda-Torbole sarà garantito".

 

Nonostante, quindi, soluzioni alternative siano state date (e, altre, ne arriveranno in tempi brevi), le persone sembrano non rassegnarsi alla (temporanea) chiusura. "Per evitare che la gente passi in una zona pericolosa, sono stati intensificati i controlli da parte della polizia locale. Non si tratta di una volontà repressiva. Nessuno, qui, vuole dare multe o segnalare i trasgressori. Ma queste persone devono capire che passando di lì, ignorando i divieti, passano sotto un cantiere e un versante dal quale, in ogni momento, può cadere un sasso. Inoltre, spostando le transenne, mettono in pericolo non solo se stessi ma anche gli altri. A me sembra elementare ma i divieti e i cartelli che segnalano il pericolo, evidentemente, non bastano", conclude amareggiato il sindaco Morandi. 

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