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Gravi danni alla ciclabile Cortina-Dobbiaco chiusa dopo il maltempo, ma i ciclisti non rinunciano alla pedalata e provano lo stesso a percorrerla

In alcuni punti la ciclabile è franata, in altri è ancora invasa da detriti, fango e tronchi ma se sui social i complimenti per i soccorritori e chi lavora per rimettere le cose a posto li fanno tutti nei fatti sembra difficile rispettare l'impegno altrui. E così, mentre l'amministrazione conta i danni e pensa a quanto ci vorrà per rimettere in sesto una delle più belle ciclabili delle Alpi, c'è chi non rinuncia alla pedalata anche in certe circostanze 

Di Luca Pianesi - 07 August 2022 - 11:28

CORTINA D'AMPEZZO. Ci vorranno risorse e tanto lavoro per ripristinare una delle ciclabili più belle di tutto l'arco alpino, la mitica Cortina Dobbiaco che ripercorre la sede della vecchia ferrovia delle Dolomiti. Il maltempo, infatti, ha causato danni ingenti con colate di fango e detriti che hanno ricoperto la sede stradale e in alcune circostanze crolli e voragini apertesi proprio sul tracciato.

 

La ciclabile, quindi, è chiusa anche perché ci sono punti ancora a rischio dissesto e i pericoli, oltre che gli impedimenti, sono concreti. Nonostante tutto, però, si segnalano anche oggi molti ciclisti che, come non sapessero nulla, arrivano all'altezza del cartello che chiude la ciclabile in località Fiames (dove tra l'altro si è verificata anche una frana che ha ostruito l'Alemagna con gravi disagi alla viabilità) e lo superano. Alcuni, infatti, sono stati notati e fermati a percorrere la ciclabile bloccata altri, invece, percorrono la statale (che comunque ha visto tempi migliori) pur di realizzare la loro pedalata.

 

Stessa cosa è accaduta a e sta accadendo nell'altra direzione: da Dobiaco verso Cortina. Insomma in troppi non lo vogliono capire che in certe circostanze non bastano i complimenti sui social ai soccorritori e a chi dopo i disastri si mette al lavoro per la comunità, ma servono piccoli gesti concreti, il primo dei quali è rispettare almeno il lavoro altrui ed evitare di mettersi in pericolo in quei luoghi che pericolosi lo sono per definizione perché non ancora in sicurezza. Ieri in Alto Adige si è assistito a persone che sono finite nelle colate di detriti della sera prima pur di avvicinarsi al lago di Anterselva mentre il Soccorso alpino Veneto ha dovuto compiere diverse operazioni di salvataggio per turisti sprovveduti che nonostante le allerte e i danni ancora in essere hanno deciso di non poter rinunciare alla loro gita del sabato.

 

Tornando alla ciclabile questi sono i punti che hanno subito più danni, giusto per ribadire che se i divieti di transito vengon oposizionati una ragione ci sarà: nella zone di Punta Fiames, Pezorìes e Pezovico la strada è stata ricoperta di fango e detriti; tra il ristorante Ospitale e l'antica chiesetta la ciclabile è franata nel torrente sottostante e c'è una voragine e pochi metri prima, all'altezza del Lago Bianco uno smottamento l'ha ricoperta ; non lontano dalla sella di Cimabanche, vicino al Comune di Dobbiaco, sassi, tronchi e detriti sono piovuti sulla sede ciclabile. In molti punti ci sono buche e la sede stradale non è perfettamente percorribile.

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