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'Ndrangheta, non si fermano le indagini in Trentino: sequestrati terreni, società, immobili e auto per 8 milioni di euro

Le indagini sul sodalizio 'ndranghetista trentino sono state portate avanti della Guardia di Finanza ed è stato eseguito un nuovo provvedimento di sequestro su tutti i beni detenuti direttamente o indirettamente dagli indagati, in misura sproporzionata rispetto ai redditi dichiarati

Di Giuseppe Fin - 11 novembre 2020 - 13:34

TRENTO. Seguire il denaro, i patrimoni che appartengono direttamente e indirettamente alla criminalità organizzata. Proseguono senza sosta le indagini sulla presenza della 'Ndrangheta in Trentino. (Qui la prima operazione del 15 ottobre)

 

Il 15 ottobre scorso sono state emesse 19 misure cautelari, tutte poi confermate dai giudici (Qui l'articolo), nei giorni scorsi 29 indagati hanno ricevuto dalla procura di Trento un avviso per “accertamenti tecnici non ripetibili” (Qui l'articolo) ed ora un nuovo tassello arriva dalle indagini che sono state fatte dalla Guardia di Finanza.

 

L'attività delle Fiamme Gialle, fatta in parallelo con quella dei Carabinieri del Ros, aveva portato al congelamento di beni per un valore di circa 6 milioni di euro (Qui l'articolo). Gli ulteriori approfondimenti e le indagini patrimoniali sono riuscite a far emergere in alcuni casi la sproporzione tra il valore dei beni direttamente o indirettamente nella disponibilità degli indagati, rispetto ai loro redditi dichiarati o l'attività economica esercitata.

 

“In un primo momento – ha spiegato Francesco Sodano alla guida del gruppo di investigazione sulla criminalità organizzata – ci siamo mossi perché la Procura aveva visto l'esigenza che tutti i beni nelle disponibilità degli indagati fossero congelati. Si parla in questo caso di sequestro probatorio che ha come finalità quella di evitare che questi beni vadano dispersi. Ora abbiamo fatto un passo in avanti con l'individuazione di tutti i beni che sono collegati direttamente o indirettamente con gli indagati grazie all'uso anche delle nostre banche dati. Questo ci ha permesso di arrivare al sequestro preventivo finalizzato alla confisca per sproporzione ed è l'inizio di un percorso che ci porterà alla confisca definitiva”.

 

Il nuovo provvedimento va a colpire circa 4 milioni dei beni congelati in un primo momento ai quali però se ne aggiungono altri per un valore di circa 2 milioni di euro. Il totale, quindi, tra il primo e il secondo provvedimento di sequestro, si raggiunge un valore  complessivo di 8 milioni di euro i beni sottratti: società, immobili, terreni, automezzi e conti correnti.

Per quanto riguarda i nuovi beni che sono stati sequestrati con l'ultimo provvedimento troviamo una ditta individuale a Trento che si occupa di lavori specializzati di costruzione e che ha un valore di 389.743,00 euro e due società di Roma dedite ad attività di facchinaggio e movimentazione merci del valore complessivo di 894.177,00 euro.

 

Ci sono poi 4 immobili sequestrati a Lona Lases che erano in disponibilità di alcuni indagati già colpiti dalle prime misure cautelari, un'abitazione ad Albiano e un terreno. In questo caso il valore complessivo è di 625 mila euro. C'è poi una autovettura del valore di circa 10500 euro e infine 4 conti correnti per un totale complessivo di 600 mila euro. Per quanto riguarda le attività economiche sequestrate sono state, ovviamente, salvaguardati i lavoratori con la nomina di amministratori giudiziali. 

 

L'obiettivo, ovviamente, è quello di continuare le indagini anche in stretta collaborazione con la Procura di Reggio Calabria. Le indagini fino ad oggi hanno portato alla luce l'esistenza e l'operatività in Trentino di un nucleo locale della 'ndrangheta. Una organizzazione autonoma e operativa in tutto il territorio, che sarebbe legata dal punto di vista organizzativo alla potente cosca Serraino presente a Reggio Calabria e con collegamenti anche fuori dall'Italia.

 

“Le indagini che si stanno portando avanti – ha spiegato il Procuratore Raimondi – hanno come obiettivo quello di colpire i patrimoni delle mafie per toglierne le risorse ed arrivare ad estirpare le cellule malate dall'economia sana del territorio”.

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