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'Ndrangheta in Trentino, per il Tribunale del riesame non c'è 'associazione mafiosa'. Accolte parzialmente le richieste delle difese

La corte, presieduta dal giudice Serao ha infatti deciso di accogliere in parte le richieste degli avvocati annullando l'accusa di associazione di stampo mafioso. Questa sentenza non porta alla sospensione delle misure cautelari per tutti. Solamente due indagati, entrambi di Bolzano, Luca Guerra e Daniel Crupi, sono stati scarcerati

Pubblicato il - 26 giugno 2020 - 16:13

TRENTO. Può essere definita una vera e propria svolta quella che è arrivata dal Tribunale del riesame di Trento in merito all'indagine Freeland che nelle scorse settimane aveva portato all'arresto di 20 persone accusate di associazione a delinquere di stampo mafioso finalizzata al traffico di stupefacenti. (QUI L'ARTICOLO)

 

La corte, presieduta dal giudice Serao ha infatti deciso di accogliere in parte le richieste degli avvocati annullando l'accuso di associazione di stampo mafioso.

 

Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile di Trento e dal Servizio Centrale Operativo, erano state avviate nell’estate del 2018, in seguito ad alcune dichiarazioni di un collaboratore di giustizia che aveva asserito di essere a conoscenza dell’esistenza di un “locale” di ‘ndrangheta da anni attivo a Bolzano. Ci sono poi state delle attente e sofisticate attività investigative che hanno confermato le parole del collaboratore. Questo, assieme ad altri elementi, hanno permesso di disvelare quella che secondo gli investigatori sarebbe stata la prima “locale” di ndrangheta operante nel territorio del Trentino Alto Adige, in particolare nella provincia di Bolzano, con modalità tipiche dei consociati calabresi. Emanazione, seppur con ampi margini di autonomia, della ndrina Italiano-Papalia di Delinauova, in provincia di Reggio Calabria.

 

 

Il Tribunale del riesame, invece, si è espresso, come già detto, accogliendo parzialmente le richieste degli avvocati stabilendo che al momento non sono state raccolte prove sufficienti per l'accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso.

 

Questa sentenza non porta alla sospensione delle misure cautelari per tutti. Solamente due indagati, entrambi di Bolzano, Luca Guerra e Daniel Crupi, sono stati scarcerati.  Tutti gli altri rimangono in carcere con l'accusa di spaccio di droga. Una misura cautelare con prosegue anche per l'indagato trentino Angelo Zito che rimane in carcere accusato anche di concorso in estorsione.

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