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Parcheggiato in divieto di sosta negli stalli ''istituzionali'' del Comune. Il camper di Merler ora rischia diverse sanzioni

Il camper di Andrea Merler ben posizionato e visibile dietro il Grand Hotel Trento. Si può fare? Tecnicamente no e per varie ragioni oltre che per le norme che regolano le campagne elettorali. Non si sfugge invece al codice della strada mentre il candidato Zanetti ha aggirarto la norma sul divieto di esporre manifesti elettorali nelle vetrine con due fogli con scritto ''comitato elettorale''

Di Luca Andreazza - 17 settembre 2020 - 19:12

TRENTO. Il camper di Andrea Merler ben posizionato e visibile sul parcheggio del Comune. Si può fare? Tecnicamente no e per diversi motivi. Il primo? E' in divieto di sosta perché quelli stalli sono riservati alle altre tipologie di veicoli, banalmente solo auto. Il secondo? E' il parcheggio istituzionale riservato al Comune di Trento per le attività collegate agli impegni a palazzo Thun: un'area riservata agli assessori, ai capigruppo oppure ai consiglieri in occasione delle sedute consiliari. Terzo? Dovrebbe essere sempre o quasi in movimento, salvo le soste tecniche. 

 

Detto che le chiavi del parcheggio dovrebbero essere state riconsegnate dai consiglieri agli uffici amministrativi, si potrebbe trattare di un uso illecito di un bene pubblico per buona pace di quei cittadini che cercano i posti per svolgere le proprie commissioni e inseriscono i soldi nel parchimetro magari utilizzando uno stallo blu. Può anche essere che il candidato sindaco che, evidentemente guida lui stesso il camper, debba svolgere qualche incombenza (molto lunga a giudicare dalle tante ore di parcheggio) a palazzo Thun, anche se le attività consiliari sono sospese nell'ormai imminenza della chiamata alle urne: fosse stato questo il caso avrebbe dovuto utilizzare una vettura neutra per sostare in quell'area.    

 

Si potrebbe configurare quindi un uso illecito di un parcheggio istituzionale in centro città. A questo si potrebbe aggiungere un'ulteriore infrazione: questi mezzi, inoltre, non possono essere parcheggiati in strade ben visibili ma dovrebbero girare costantemente, praticamente senza mai fermarsi. E se proprio ci si deve fermare, le soste devono essere brevissime e in luoghi secondari, lontani dalla viabilità principali (altrimenti si trasformano in un delle pubblicità fisse in spazi non concessi). 

 

Un parcheggio quindi che appare irregolare e che altera nei fatti il sistema di assegnazione degli spazi pubblicitari gestiti dall'ente pubblico quindi proprio quel Comune che Merler vorrebbe servire da primo cittadino ma che al momento usa per trovare parcheggio al suo camper promozionale. Il mezzo, insomma, sembra violare i regolamenti in diverse parti: parcheggiato e fermo in un'area riservata per le attività istituzionali, davanti a una via trafficata del centro, anche in orario serale. E poi non si sfugge al codice della strada: lì un camper non può proprio parcheggiare.

 

"Il camper viene spostato. Ogni tanto ci si ferma per parlare una mezz'oretta con le persone che guidano o per bersi un caffè", commenta Merler a il Dolomiti. E dopo la telefonata il mezzo è stato comunque spostato. Nel frattempo il candidato di Fratelli d'Italia, Cristian Zanetti, ha cercato di risolvere in maniera un po' furba quella che sembrava essere a tutti gli effetti un'altra violazione dei regolamenti.

 

Il manifesto attaccato alla vetrina del candidato Dellagiacoma è stato tolto. I manifesti elettorali sono stati arretrati al centro della vetrina, sono comparse delle sedie e due fogli con scritto ''Comitato elettorale''. Un tentativo di aggirare la legge che regola queste dinamiche che risale addirittura al 1956 ma che, evidentemente, ancora oggi riesce a far pizzicare qualcuno in castagna (Qui articolo).

 

Le violazioni sono punite con una sanzione amministrativa che va da circa cento euro e può arrivare fino a circa mille euro. Chissà se i due esponenti di Fratelli d'Italia riusciranno ad avvantaggiarsi rispetto agli altri candidati di tutti gli altri partiti con questo escamotage. Se basteranno due fogli a trasformare un luogo deserto da settimane in un "Comitato elettorale". 

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