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Per la liberazione di Patrick Zaky in campo anche l'Università di Trento e il Consiglio degli studenti

L'Ateneo di Trento ha aderito alla mozione che era stata approvata dal Senato accademico dell’Università di Bologna. Edoardo Meneghini: "Serve impegnarsi per la scarcerazione di Zaky anche recidendo i rapporti con le autorità egiziane, nel caso in cui fosse necessario"

Di Giuseppe Fin - 20 febbraio 2020 - 17:54

TRENTO. Un appello “Affinché Patrick venga scarcerato il prima possibile e le Università italiane ed Europee, a partire da Trento, insieme alle autorità, valutino la sospensione dei rapporti con l’Egitto”. Questa la nota del Consiglio degli studenti dell'ateneo trentino per Patrick Zaky, lo studente al Master in Studi di Genere e delle Donne (Gemma) all’Università di Bologna, che nella notte tra il 6 e il 7 febbraio è stato arrestato dalle autorità egiziane subito dopo il suo arrivo nella capitale egiziana Il Cairo, dove avrebbe dovuto trascorrere un periodo di vacanza. 

 

È necessario, spiega in una nota il presidente del Consiglio Edoardo Meneghini, e urgente un intervento compatto da parte di tutte le istituzioni italiane ed europee, che si impegnino ora per ottenere la scarcerazione di Patrick e la messa in atto di misure che pongano fine a questi episodi. Questo anche recidendo – spiega - i rapporti con le autorità egiziane, nel caso in cui fosse necessario. Il nostro collega Patrick, iscritto all’Università di Bologna, è prigioniero di uno Stato che, quotidianamente, calpesta i diritti di libertà di opinione e di ricerca”. 

 

Gli avvenimenti che, nelle ultime settimane, hanno coinvolto Patrick Zaky, prosegue la nota del Consiglio degli Studenti “ricordano per troppe ragioni la triste ed indimenticabile sorte di Giulio Regeni. Le forze di sicurezza egiziane che ora tengono in stato di arresto Patrick sono le stesse che, quattro anni fa, furono coinvolte nell’omicidio di Giulio. Nessuno può stare a guardare in silenzio”.

 

E a muoversi è anche l’Ateneo di Trento che ha aderito alla mozione che era stata approvata dal Senato accademico dell’Università di Bologna nell’incontro straordinario del 12 febbraio, di comune accordo con il Consiglio d’amministrazione, i direttori e le direttrici di tutti i dipartimenti, i/le presidenti di campus, la Consulta del personale tecnico-amministrativo e il Consiglio studentesco dell’Alma Mater.

La mozione, su indicazione del rettore Francesco Ubertini dell’Università di Bologna, nei giorni scorsi era stata trasmessa dalla Conferenza dei rettori delle università italiane (Crui) a tutti gli atenei. L’auspicio di Ubertini è che possa essere fatta propria e condivisa all’interno delle rispettive comunità per mantenere viva l’attenzione sulla vicenda di Patrick Zaki, studente della laurea magistrale Erasmus Mundus “Gemma” in Women’s and Gender Studies dell’Alma Mater.

Hanno già espresso il loro sostegno: European University Association (Eua); Observatory Magna Charta Universitatum; Conferenza dei rettori delle università italiane (Crui); Conferencia de Rectores de las Universidades Españolas (Crue, Spagna); Conférence des présidents d’université (Cpu, Francia); Gemma Consortium; The Guild of European Research-Intensive Universities; Coimbra Group Universities; Scholars at Risk; Czech Rectors Conference.

 

Ecco il testo:

“Siamo fortemente colpiti e turbati dalle notizie circa l’arresto nei giorni scorsi di un membro della nostra comunità universitaria, lo studente della laurea magistrale Erasmus Mundus “Gemma” in Women’s and Gender Studies. Chiediamo con forza che i rappresentanti del nostro Governo e dell’Unione Europea, che si sono peraltro già tempestivamente attivati, seguano con attenzione la vicenda affinché i diritti fondamentali di Patrick Zaki non siano in alcun modo violati. Forti dei valori che contraddistinguono a tutti i livelli la nostra comunità accademica, quali la libertà di pensiero, l’importanza del pensiero critico, la responsabilità e l’impegno sociale, ribadiamo l’importanza di difendere, in ogni sede, e con ogni strumento, i diritti umani e più in particolare il diritto alla libertà individuale, i diritti politici e la tutela della libertà d’espressione. Assicuriamo tutto il nostro impegno affinché Patrick Zaki possa tornare al più presto a frequentare le nostre aule universitarie. Fino ad allora, consideriamo nostro compito fare tutto il possibile perché il Governo italiano e l’Unione europea non smettano di prodigarsi in ogni modo per favorire il rientro di Patrick nella nostra comunità”. 

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