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Zaki studente arrestato in Egitto, la lettera di Futura a Kaswalder e Paccher: “Mai più un altro caso Regeni”

I consiglieri provinciali Ghezzi e Coppola hanno scritto ai presidenti del consiglio provinciale e di quello regionale affinché il Trentino intervenga in favore della scarcerazione di Patrick Goerge Zaki, studente dell’università di Bologna arrestato, e forse torturato, in Egitto

Di Tiziano Grottolo - 10 febbraio 2020 - 17:00

TRENTO. Solidarietà e sostegno per Patrick George Zaki”, Futura 2018 ha consegnato una lettera ai presidenti del Consiglio provinciale, Walter Kaswalder, e regionale, Roberto Paccher, affinché intervengano per la scarcerazione dello studente dell'Università di Bologna, arrestato in Egitto.

 

“A tutte le cittadine e cittadini chiediamo inoltre di sostenere l’appello sul sito di Change.org per la liberazione di Patrick”, affermano Paolo Ghezzi e Lucia Coppola. Zaki è uno studente egiziano di 27 anni dell’Università di Bologna che, al suo rientro a Mansoura in Egitto per una vacanza, è stato arrestato dalla polizia egiziana con l’accusa di “istigazione al rovesciamento del governo e della Costituzione”.

 

Un reato, come spiegato dai due consiglieri, che prevede l’arresto per 15 giorni una misura che però può essere rinnovata più volte e secondo quanto riportato da Amnesty International alcuni attivisti politici con questo sistema sarebbero trattenuti in carcere da oltre tre anni.

 

Lo studente egiziano si trovava in Italia per seguire un master sugli studi di genere e sulle donne, nel frattempo collaborava con un’organizzazione non governativa egiziana, la Egyptian initiative for personal rights (Eipr) che si batte per difendere i diritti umani e che si è occupata anche del caso di Giulio Regeni.

 

Per portavoce di Amnesty International in Italia, Riccardo Noury, Zaki, sarebbe stato trattenuto in isolamento per le prime 48 ore, senza poter contattare la famiglia. Il suo avvocato, Wael Ghally ha invece accusato la polizia egiziana di aver torturato con l'elettricità lo studente, nel tentativo di estorcergli delle confessioni.

 

Molte associazioni e forze politiche, oltre all'Università di Bologna, si stanno adoperato per tenere alta l’attenzione, persino il Ministero degli esteri si è attivato per chiedere chiarezza a proposito dell’arresto: il timore è che possa verificarsi un altro “caso Regeni”.

 

“È per questo – sottolineano Ghezzi e Coppola – che vi chiediamo di esprimere a nome del Consiglio provinciale e del Consiglio regionale la piena solidarietà allo studente Patrick Goerge Zaki e ai familiari e di intervenire presso il Governo e i presidenti di Camera e Senato, affinché si mantenga alta l'attenzione sul suo caso e si compiano i passi necessari per la scarcerazione dello studente universitario”.

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