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| 18 feb 2020 | 17:27

''Liberate Patrick Zaky'', mozione trasversale in consiglio provinciale per il giovane arrestato in Egitto

A Trento alle 18 in piazza d'Arogno è stato organizzato un presidio promosso da Unione degli Universitari, Amnesty Trento e Arcigay del Trentino

Liberate Patrick Zaky'', mozione trasversale in consiglio provinciale per il giovane arrestato in Egitto
di Redazione

TRENTO. Il Consiglio provinciale di Trento scende in campo per chiedere la liberazione di Patrick Zaki, il ricercatore di 27 anni , studente al Master in Studi di Genere e delle Donne (GEMMA) presso l’Università di Bologna, che nella notte tra il 6 e il 7 febbraio è stato arrestato dalle autorità egiziane subito dopo il suo arrivo nella capitale egiziana Il Cairo, dove avrebbe dovuto trascorrere un periodo di vacanza.

 

E' stata presentata quest'oggi una mozione trasversale a firma dei consiglieri Ugo Rossi, Filippo Degasperi, Pietro De Godenz, Paolo Ghezzi, Giorgio Tonini, Luca Guglielmi, Mara Dalzocchio e Vanessa Masè attraverso la quale si chiede alla Giunta di “fare tutto quello che è nelle sue possibilità, tramite il Governo e il Parlamento, per attivarsi verso il governo egiziano affinché Patrick George Zaky venga rilasciato al più presto e che venga messa in campo ogni azione utile, in tal senso, per sensibilizzare l’opinione pubblica”.

 

La vicenda è seguita da tutto il Paese e i genitori di Zaky già nei giorni scorsi hanno riferito che il figlio avrebbe subito un interrogatorio interminabile, bendato, ammanettato, subendo minacce, colpi a stomaco, schiena e scosse elettriche.

“Non si conoscono i motivi della sua detenzione – viene spiegato nella mozione - salvo un elenco di accuse che hanno formulato i pubblici ministeri egiziani che includerebbero: la pubblicazione di false notizie atte a seminare il caos; l’istigazione alla protesta; il tentativo di rovesciamento dello Stato Egiziano; la gestione di un account di social media che avrebbe lo scopo di minare l’ordine sociale e la sicurezza pubblica; l’istigazione a commettere violenze e crimini terroristici”.

 

Già Amnesty Italia, tramite il suo portavoce Riccardo Noury, ha prontamente denunciato il “rischio di detenzione prolungata e tortura”, condannando fermamente la violazione dei più elementari diritti umani nei confronti del ragazzo.

 

Il fermo del giovane Zaky è avvenuto a distanza di pochi giorni dalla ricorrenza dell’anniversario del rapimento e dell’uccisione del ricercatore italiano Giulio Regeni, sempre da parte delle forze di sicurezza della National Security Investigations (NSI).

 

Sono molte le mobilitazioni promosse in tutta Italia. A Trento, Unione degli Universitari, Amnesty Trento e Arcigay del Trentino, hanno deciso alle 18 di organizzare un presidio in piazza d'Arogno. “Esprimiamo profondo sdegno e preoccupazione – viene spiegato in una nota dagli organizzatori - uno studente e ricercatore non può essere incriminato a causa del suo attivismo contro le violazioni dei diritti umani, anche quelle di cui regime di Al-Sisi si rende continuamente protagonista”.

 

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