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Polemica sulla mascherina in Provincia, Dalzocchio: ''Non è obbligatoria'', Zeni: ''La 'e' non significa 'o'. L'hanno scritta loro e la interpretano pure male''

La consigliera leghista sostiene che Zeni sia in errore e propone anche una difesa d'ufficio del compagno di partito Denis Paoli, tra i più risentiti nell'essere stato immortalato senza mascherina dall'ex assessore. Il consigliere del Pd: "Se così fosse anche al supermercato o nei negozi aperti si potrebbe non indossare la mascherina. Alcuni punti sono stati rafforzati ma vale la disposizione generale"

Di Luca Andreazza - 05 May 2020 - 21:27

TRENTO. Non si smorza la polemica sollevata dall'ex assessore Luca Zeni nel corso del Consiglio provinciale attraverso un post pubblicato sui social (Qui articolo). E arriva la presa di posizione di Mara Dalzocchio, capogruppo della Lega.

 

"Sono personalmente rimasta basita dal sentire le dichiarazioni in aula del consigliere Zeni che in un momento storico per il Trentino ha dimostrato un’assoluta assenza di serietà iniziando a postare foto sui social e cercando di creare polemiche inesistenti sull’uso corretto della mascherina", spiega la leghista in una nota e aggiunge: "Da fine giurista qual è ha omesso di dire che la norma da lui stesso richiamata e riportata per intero, ma probabilmente letta soltanto a metà, non dispone, come da lui sostenuto, che la mascherina debba essere indossata sempre nei luoghi chiusi accessibili al pubblico, bensì prevede l’obbligo di indossare la mascherina nei luoghi chiusi accessibili al pubblico qualora non vi sia la possibilità di rispettare il distanziamento sociale e in tutti i casi espressamente elencati che, a differenza della precedente ipotesi, prescindono dal distanziamento sociale".

 

La consigliera leghista sostiene che Zeni sia in errore e propone anche una difesa d'ufficio del compagno di partito Denis Paoli, tra i più risentiti nell'essere stato immortalato senza mascherina dall'ex assessore.

 

"Ecco qui l’abbaglio del consigliere Zeni - dice Dalzocchio - i consiglieri sono disposti in aula con distanziamento sociale garantito da una sedia libera tra ogni consigliere presente. Quindi la mascherina non è obbligatoria. Tutti i consiglieri, in ogni caso e conformemente all'ordinanza, ne erano muniti in aula e la hanno usata salvo alcuni durante l’intervento e per avere la possibilità di bere un bicchiere d’acqua. Peccato che, anche in un’occasione così importante come quella di affrontare il tema scuola al tempo del coronavirus, il collega abbia preferito dare adito a polemiche sterili e infondate".

 

Il testo sembra però chiaro: "Salvo quanto previsto alla lettera d) per l'attività sportiva o motoria che, dal giorno 4 maggio 2020 e fino al giorno 17 maggio 2020 compreso, ai fini del contenimento della diffusione del virus Covid-19è fatto obbligo sull'intero territorio provinciale di usare la mascherina nei luoghi chiusi accessibili al pubblico e comunque in tutte le occasioni in cui non sia possibile garantire continuativamente il mantenimento della distanza di sicurezza. Non sono soggetti all'obbligo i bambini al di sotto dei sei anni, nonché i soggetti con forme di disabilità non compatibili con l'uso continuativo della mascherina ovvero i soggetti che interagiscono con i predetti soggetti".

 

A stretto giro la replica del consigliere provinciale in quota Pd. "Ripeto - dice Luca Zeni - che la 'e' non significa 'o' oppure 'salvo nei casi'. Altrimenti anche al supermercato o nei negozi aperti si potrebbe non indossare la mascherina".

 

Poi a seguire nell'articolo c'è una parte per punti. "In ogni caso, sussiste l'obbligo di: utilizzo della mascherina per accedere a tutte le attività di vendita aperte sul territorio provinciale, alle edicole, ai tabaccai, alle farmacie e alle parafarmacie e negli spazi aperti al pubblico delle banche e degli uffici postali e che, analogamente, per il personale che presta la presta la propria attività presso le predette attività sia necessario l'utilizzo delle mascherine e guanti; utilizzo della mascherina per la fruizione del trasporto pubblico locale, anche non di linea; utilizzo della mascherina per gli avventori che accedono ai mercati comunali, nonché l'utilizzo di mascherina e guanti per gli operatori impiegati nelle attività di vendita presso i predetti mercati".

 

E ancora. "Utilizzo della mascherina da parte degli utenti che accedono agli uffici della pubblica amministrazione; utilizzo della mascherina per accedere a tutte le strutture sanitarie e socio-sanitarie; mettere a disposizione degli avventori, a carico degli operatori economici la cui attività sia aperta, soluzione disinfettante per l'igiene delle mani e di pulire con soluzione disinfettante, dopo ogni utilizzo, le manopole di carrelli e i manici dei cesti eventualmente utilizzati per l'acquisto".

 

"Quelli sono rafforzativi e casi specifici per togliere qualche dubbio - conclude Zeni - ma vale la disposizione generale. Il testo l'ha scritto la Lega e sembra incredibile che proprio loro propongano un'interpretazione avulsa dall'ordinanza. Ci sarebbe da ridere se questa situazione non fosse emblematico del grave problema che attraversa il Trentino, e che non riguarda il colore politico, ma l'ignoranza di una classe dirigente improvvisata. Un consiglio da avvocato: fino al 17 maggio, termine di validità dell'ordinanza, se qualcuno si dovesse trovare in un luogo aperto al pubblico senza mascherina, e dovesse essere sanzionato, non provi a ricorrere sulla base dell'audace interpretazione contra litteram della capogruppo leghista". 

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