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Mascherina per tutti ma per la politica no? Scoppia la polemica in consiglio dove c'è chi non la usa

L'ordinanza di Fugatti sembrerebbe parlare chiaro eppure proprio in consiglio provinciale oggi in molti non la indossavano. L'assessore Bisesti, e poi Cia e il consigliere Paccher che per ribattere a Zeni che ha posto il problema, non l'ha comunque indossata. Rossi ha prima chiesto l'autorizzazione a Kaswalder che gli ha detto espressamente che poteva intervenire senza mascherina

Di Luca Andreazza - 05 maggio 2020 - 13:02

TRENTO. Mascherina si, mascherina no. E' polemica in Consiglio provinciale per l'uso del dispositivo di protezione individuale all'interno dell'Aula. Un battibecco che parte in particolare dopo un post su Facebook di Luca Zeni (Partito democratico) che evidenzia come in particolare la maggioranza non rispetti proprio l'ultima ordinanza firmata dal presidente Maurizio Fugatti.

 

L'articolo in questione è quello denominato "obbligo generale dell'utilizzo di mascherine/guanti/soluzioni disinfettanti". "Salvo quanto previsto alla lettera d) per l'attività sportiva o motoria che, dal giorno 4 maggio 2020 e fino al giorno 17 maggio 2020 compreso, ai fini del contenimento della diffusione del virus Covid-19, è fatto obbligo sull'intero territorio provinciale di usare la mascherina nei luoghi chiusi accessibili al pubblico e comunque in tutte le occasioni in cui non sia possibile garantire continuativamente il mantenimento della distanza di sicurezza. Non sono soggetti all'obbligo i bambini al di sotto dei sei anni, nonché i soggetti con forme di disabilità non compatibili con l'uso continuativo della mascherina ovvero i soggetti che interagiscono con i predetti soggetti".

 

E' il presidente del Consiglio provinciale a dare il via libera a togliere la mascherina. "Presidente - chiede Ugo Rossi prima del suo intervento per commentare quanto letto dall'assessore Mirko Bisesti in materia scuola - posso togliere la mascherina, altrimenti mi si appannano gli occhiali?". A rigor di logica la risposta sarebbe dovuta essere "No", ma tant'è e arriva il via libera: "Certo, qui il distanziamento sociale è assicurato", spiega Kaswalder. C'è un metro di distanza tra i consiglieri.

 

"Il Consiglio provinciale - spiega Zeni nel post e ribadisce anche in Aula - è un 'luogo chiuso accessibile al pubblico'. Qualcosa mi sfugge o abbiamo un altro esempio di interpretazione 'personale' di quanto viene scritto nelle ordinanze da parte chi le scrive e crea confusione nei cittadini. Una interpretazione confermata da Walter Kaswalder, presidente del Consiglio provinciale".

 

Insomma, proprio la politica che dovrebbe comunque dare il buon esempio non sembra rispettare proprio una disposizione emanata dal legislatore. "Il problema - aggiunge Zeni - è che sull’ordinanza firmata il 2 maggio dal presidente Fugatti è scritto chiaramente che c’è un generale obbligo di usare la mascherina 'nei luoghi chiusi accessibili al pubblico e comunque in tutte le occasioni in cui non sia possibile garantire continuativamente il mantenimento delle distanze di sicurezza'. Il diritto attribuisce un significato preciso a ogni termine: 'esignifica 'e', non significa 'o'. L’interpretazione contra legem di Fugatti della norma che lui stesso ha firmato parrebbe consentire al legislatore trentino di essere legibus solutus, cioè sopra la legge e diverso dagli altri cittadini".

 

Gli stessi consiglieri di maggioranza non sembrano rispettare le norme impartite dalla Lega. "Ma i singoli consiglieri che non rispetteranno la disposizione vigente e non indosseranno la mascherina - evidenzia il rappresentante del Pd - aumenteranno il rischio di contagio e commetteranno un illecito in diretta tv. Sarà curioso vedere, se qualcuno deciderà di sanzionarli, se la difesa chiamerà a testimoniare chi ha emanato la norma".

 

Apriti cielo, il primo a prendere la parole è il consigliere provinciale Denis Paoli (Lega), senza mascherina mentre parla: "L'ho tolta per bere dell'acqua. Non è accettabile che Zeni pubblichi quanto avviene su Facebook, deve rimuovere le immagini", quindi Claudio Cia (Agire) aggiunge: "Serve serietà, non possiamo metterci a fotografare quello che avviene in Aula. Altrimenti avrei potuto pubblicare un'immagine dei banchi di opposizioni dove ci sono colleghi che indossano la mascherina male, senza coprire il naso. Non la indosso perché qui il distanziamento è assicurato".

 

L'esponente del Partito democratico ha ribadito che c'è una mancata applicazione delle norme, proprio da parte di coloro che le hanno emanate e che è curioso di capire se verranno sanzionati. L'intervento più profondo è stato quello di Roberto Paccher (Lega): "Il consigliere Zeni si lamentava nelle scorse volte che a parlare con la mascherina di sente un po' ridicolo: può stare sicuro che è ridicolo anche senza mascherina".

 

In diversi a chiedere un intervento di Kaswalder: "Non so cosa dire. Non siamo dei bambini", dice il presidente del Consiglio provinciale.

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