Niente indennizzi all'allevatore dopo le predazioni, Zanotelli incolpa la Ue, la Lav smentisce: "Ignorano le regole europee. Ennesima figuraccia della Giunta Fugatti"
Dopo il caso pubblicato negli scorsi giorni da il Dolomiti, e la relativa replica dell'assessora Zanotelli, ora anche la Lega anti-vivisezione interviene sul mancato risarcimento ad un allevatore trentino dopo la predazione di uno dei suoi capi: “La Provincia di Trento avrebbe semplicemente dovuto applicare la normativa europea prevista per gli aiuti di Stato, potendo così superare i limiti imposti dal regime 'de minimis'”
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TRENTO. "Negato indennizzo a un allevatore, Fugatti e Zanotelli dimostrano di ignorare le regole europee in materia di indennizzi: per l'Unione europea infatti i risarcimenti per i danni da fauna selvatica protetta (orsi e lupi) non rientrano nel regime de minimis. La Giunta Fugatti si dimostra quanto di più deleterio potesse capitare al Trentino". Sono queste le parole della Lega anti-vivisezione dopo il caso, pubblicato negli scorsi da il Dolomiti, del mancato indennizzo ad un allevatore trentino dopo la predazione di uno dei suoi capi (Qui Articolo). Nella sua replica infatti (Qui Articolo), la Provincia aveva in sostanza sottolineato come la responsabilità non fosse di Piazza Dante ma della normativa europea. A quanto pare però, una soluzione è stata trovata ben 6 anni fa in Emilia Romagna, dice la Lav (anche senza ricorrere agli strumenti che, in Trentino, garantisce l'autonomia). Ma procediamo con ordine.
Ripercorrendo quanto emerso, l'allevatore in questione (Fabio Maffei da Pinzolo) si è visto negare la propria richiesta di risarcimento per la predazione di uno dei suoi capi: la problematica, è stato spiegato all'uomo dagli uffici della Provincia, sarebbe da ricondurre all'inserimento dei ristori per i danni da grandi carnivori all'interno degli aiuti de minimis nel settore agricolo (uno strumento introdotto dall'Unione europea per evitare influenze dei singoli Stati sul sistema della concorrenza), mettendo nei fatti un tetto agli indennizzi pari a 25mila euro in tre anni per una singola azienda. La Provincia insomma, ha scritto Zanotelli: “Suo malgrado si è semplicemente dovuta adeguare a ciò che l'Europa ha deciso”.
“L'assessora Zanotelli – commenta però ora la Lega anti-vivisezione – non ha perso l'occasione per scaricare la responsabilità sull'Unione Europea azzardando addirittura un attacco alla direttiva Habitat, evidentemente attaccando una norma che nulla dispone circa i risarcimenti da predazioni. Zanotelli però forse ignora ancora una volta che, proprio in tema di indennizzi da danni procurati dalla fauna selvatica protetta (lupi e orsi) l'Unione Europea si è già espressa con propri orientamenti che confermano che questi non rientrano nel regime 'de minimis'. La Provincia, infatti, avrebbe semplicemente dovuto applicare la normativa europea prevista per gli aiuti di Stato, potendo così superare i limiti imposti dal regime 'de minimis'”. Ed è qui che veniamo all'Emilia Romagna.
Secondo il responsabile Lav Animali Selvatici Massimo Vitturi, infatti: “Sarebbe stato sufficiente copiare dai più bravi come si faceva a scuola. La Regione Emilia Romagna ha applicato la norma europea già nel 2017 e da quell'anno indennizza i danni da predazione patiti dai suoi allevatori senza doversi curare dei limiti imposti dal regime de minimis”. Per l'associazione animalista insomma: “Evidentemente alla Giunta Fugatti viene più semplice scaricare ancora una volta sugli altri, che siano gli animalisti, l'Unione europea, gli scienziati o gli orsi, le proprie responsabilità per la totale incompetenza nel gestire il rapporto di convivenza tra i cittadini e gli orsi stessi. Dopo aver creato una situazione disastrosa dal punto di vista sociale sul tema della convivenza – continua la Lav – dopo aver strumentalizzato le legittime paure dei cittadini creando due fazioni pro/contro orsi a soli fini elettoralistici, ora è la volta degli indennizzi per i danni provocati dalle predazioni degli orsi a diventare banco di prova e di dimostrazione di quanto inadeguata sia la squadra che da cinque anni governa la Provincia autonoma di Trento”.
La stessa Lav, annunciano i responsabili dell'associazione, sarà a Trento il 16 settembre per una manifestazione nazionale contro il cosiddetto emendamento “Caccia Selvaggia” ad un giorno dall'inizio della stagione venatoria. L'appuntamento sarà alle 14 in piazza Dante.














