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Seconda tragedia in un lago e i sommozzatori ancora non sono stati spostati all'elisoccorso. Ci sono 40 giorni di ritardo e Fugatti non risponde, perché?

Come il 14 giugno anche ieri il nucleo sommozzatori dei vigili del fuoco è dovuto partire dalla caserma di Trento e raggiungere l'elicottero via terra. Impressionante il VIDEO che vi mostriamo dove si vede il secondo mezzo (il loro) che arriva quando ormai non c'è più nulla da fare. Degasperi: ''Dopo la prima tragedia avevo interrogato l'Aula per sapere perché non si sta facendo come si è sempre fatto negli anni passati. Nessuno mi ha risposto e ora c'è stato un altro morto con una dinamica identica. Va individuato il responsabile e gli va fatto cambiare lavoro''

Di Luca Pianesi - 06 luglio 2020 - 19:07

TRENTO. ''Qualcuno deve assumersi le responsabilità per quanto sta accadendo. Due morti identiche con il nucleo sommozzatori dei vigili del fuoco che non fa nemmeno in tempo a intervenire che l'operazione si è già conclusa. Perché  non si sta facendo quello che si è sempre fatto negli anni passati? Chi è il responsabile che al 6 luglio non ha ancora attivato il servizio di guardia attiva stagionale dei sub del nucleo all'eliporto di Mattarello?''. Sono domande cruciali quelle che pone il consigliere provinciale Filippo Degasperi e che anche il Dolomiti aveva rivolto alla politica provinciale (e al dirigente competente) ancora il 7 giugno, sei giorni dopo il normale (negli anni passati ma non in questo, evidentemente) avvio del servizio di presenza dei sommozzatori in quel di Mattarello e 7 giorni prima del tragico annegamento di un giovane di 19 anni nel lago di Caldonazzo.

 

Domande cruciali perché in caso di affogamento i minuti fanno la differenza e, purtroppo, lo si è visto sia due settimane fa che ieri, quando un 36enne è affogato vicino alla spiaggia, sempre a Caldonazzo, senza che i sommozzatori del nucleo riuscissero nemmeno ad entrare in acqua. Terribile assistere alla scena di loro che arrivano a bordo di un secondo elicottero, decollato in ritardo rispetto al primo con a bordo i sanitari, perché ad oggi sono costretti a partire dalla caserma dei vigili del fuoco di Trento con il furgone per raggiungere l'elisoccorso o il luogo dell'emergenza via terra e vederli andare via perché il corpo è già stato recuperato dai bagnini di Spiagge Sicure.

 

 

 

 

La differenza tra come si faceva fino all'anno scorso e come si sta operando oggi è evidente: un conto è poter contare su sommozzatori già presenti all'elisoccorso, in grado di salire sul primo elicottero che parte, affiancati direttamente dal personale sanitario, capaci di tuffarsi dall'alto in acqua, con la muta e intervenire nel giro di pochi istanti; un altro conto è farli partire con il furgone da Mattarello per far loro raggiungere il luogo dell'emergenza via terra (entrando così in acqua dalla riva) o l'elisoccorso, prima, tramite strada e poi il luogo dell'emergenza via cielo. Da quest'anno, non si sa perché (a il Dolomiti il nuovo dirigente competente De Col il 7 giugno aveva spiegato che ''decideremo a breve dobbiamo valutare ancora qualche aspetto") il nucleo sommozzatori è costretto ad operare seguendo la seconda procedura e il risultato è che nei due casi in cui i sub sarebbero serviti non hanno nemmeno fatto in tempo a entrare in acqua e sono morte due persone perché rimaste nel lago quei minuti in più che determinano vita o morte in caso di annegamento.

 

''Di fatto questa amministrazione non sta mettendo il nucleo sommozzatori dei vigili del fuoco nelle condizioni di operare nel migliore dei modi - spiega Degasperi -. Anzi sta rinunciando a un servizio fondamentale, che non capiamo perché viene boicottato in questo modo. Non si sta chiedendo niente di speciale ma semplicemente di fare come si è fatto sempre. Non si chiedono nuove risorse, nuovi mezzi, atti politici e amministrativi straordinari. Si chiede semplicemente di fare quello che si è sempre fatto altrimenti in questo modo il nucleo non serve e le persone muoiono. Io credo che colui che ha deciso di non decidere o che ha scelto scientemente che l'organizzazione corretta per questo nucleo sia quella attuale debba risponderne perché per colpa di qualcuno, e non certo dei vigili del fuoco, i sommozzatori sono arrivati tardi due volte su due. Qui devono dirci di chi è la responsabilità e il giorno dopo fargli cambiare lavoro''.

 

Sul tavolo del Presidente della Provincia Fugatti, che ha deciso di tenersi la competenza per quanto riguarda la Protezione civile in Trentino, dal 16 giugno giace un'interrogazione del consigliere di Onda Civica che chiedeva di attivare il prima possibile questo servizio e le ragioni dei colpevoli ritardi. ''Non mi ha ancora risposto nessuno - completa Degasperi - e ora è morta un'altra persona per una vicenda identica a quella della quale parlavamo in quel documento. Ne farò un'altra ma ha senso se poi nessuno si prende nemmeno la responsabilità di rispondere? Dal primo giugno ad oggi cosa si è fatto?''. Niente è la risposta. Non si è nemmeno riusciti a scendere in acqua. 

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