Tragedia di Caldonazzo, ritardi nelle operazioni di soccorso. Degasperi interroga: ''Perché i sub non sono ancora stati trasferiti al Nucleo elicotteri''
Il Dolomiti il 7 giugno chiedeva al dirigente della Protezione civile De Col come mai ancora non fosse stato deciso di trasferire il personale a Mattarello come è sempre accaduto dal primo giugno negli anni scorsi. Domenica il sub sono arrivati dopo l'intervento del bagnino dopo essere stati fatti salire sul furgone ed essere stati fatti tornare a Mattarello. Interrogazione del consigliere provinciale che chiede di ''disporre l’immediato trasferimento del Nucleo a Mattarello e avviare una verifica sulle eventuali responsabilità per il ritardo''

TRENTO. ''Nel caso dell’evento tragico registrato domenica 14 giugno sul lago di Caldonazzo, il Nucleo sommozzatori si è trovato costretto ad avviarsi verso Valcanover con un mezzo stradale. Lo stesso, in transito verso Trento Nord sarebbe poi stato dirottato verso Mattarello per consentire di imbarcare i sommozzatori sull’elicottero con evidenti ed oggettive conseguenze sulla tempestività dei soccorsi, giunti sul posto, secondo la ricostruzione, poco meno di mezzora dopo l’allerta''. Questo è il consigliere provinciale Filippo Degasperi nell'interrogazione depositata in consiglio per chiedere chiarimenti sull'accaduto e che, purtroppo, nasce da un fatto drammatico avvenuto domenica nel lago di Caldonazzo quando un giovane di soli 19 anni ha accusato un malore in acqua ed è poi morto in ospedale nonostante i tentativi dei sanitari di rianimarlo.
Qualcosa nella catena dei soccorsi, infatti, non avrebbe funzionato come altre volte perché quest'anno il personale del nucleo sommozzatori non è ancora stato trasferito a Mattarello e quindi le operazioni di soccorso sono state molto più lente di quanto avrebbero potuto essere. Da anni, infatti, dal primo giugno veniva predisposta una guardia attiva stagionale in pronta partenza dei sub al nucleo elicotteri. Questo si è sempre tradotto, per i sommozzatori, in interventi rapidissimi: salire con la muta a bordo dell'elicottero, essere trasferiti direttamente sopra il lago e calarsi in acqua con il verricello è certamente molto più veloce che salire con la muta sul furgone, essere trasferiti via terra, arrivare su una spiaggia, raggiungere l'acqua e nuotare fino al punto dell'emergenza.
Ma quest'anno per ragioni ancora non chiare il nucleo sommozzatori non è stato distaccato a Mattarello e quindi resta costretto a partire dalla caserma di Trento proprio con il furgone con le dinamiche di qui sopra. Come il Dolomiti la scorsa settimana abbiamo sollevato il problema chiedendo chiarimenti al dirigente responsabile della Protezione civile De Col che ci ha liquidati con un "decideremo a breve dobbiamo valutare ancora qualche aspetto". Era il 7 giugno ma, evidentemente, non si è riusciti a decidere in tempo e a sbloccare la situazione. Così quando è scattata l'emergenza domenica 14 giugno il nucleo sommozzatori era alla Caserma di Trento. Caricato sul furgone è stato prima mandato via terra in direzione lago. Poi all'improvviso è stato richiamato indietro a Mattarello da dove stava per partire l'elicottero e così il mezzo ha raggiunto l'eliporto. A quel punto sono volati verso Caldonazzo ma i minuti passavano e una volta giunti sul luogo dell'incidente il giovane era già stato recuperato dal bagnino.
Troppo tardi, purtroppo. Non è dato sapere cosa sarebbe successo se il servizio, attivo da anni, fosse stato fatto partire tempestivamente come sempre, dal primo giugno. Certo è che per il futuro diventa fondamentale che la guardia attiva stagionale in pronta partenza dei sub venga trasferita al nucleo elicotteri il più presto possibile. Questo chiede anche Filippo Degasperi con la sua interrogazione: ''Disporre l’immediato trasferimento del Nucleo a Mattarello e avviare una verifica sulle eventuali responsabilità per il ritardo''.
Qui il testo completo












