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''Sono morte a causa dei veleni che mettono sulle piante'', moria di api a Povo. L'appello dell'agricoltore: ''Non usate in maniera irresponsabile certe sostanze''

E' successo a Borino. L'associazione Apicoltori Trentini spiega: ''Occorrerebbe indagare su queste morti. Esistono però ancora persone che purtroppo utilizzano antiparassitari impropriamente". 

Di gf - 02 May 2020 - 08:54

TRENTO. Sono decine e decine le api che un apicoltore di Borino, sopra Povo, ha trovo morte accanto alle arnie. Non sembra una morte naturale ma causata da un avvelenamento anche se solo le analisi potrebbero confermarlo. “Qualcuno è sicuramente andato a trattare dei fiori con alcune sostanze. Purtroppo c'è ancora chi non considera i danni che provoca” ci dice l'agricoltore.

 

Le intossicazioni provocate dagli insetticidi per le api sono letali. Nei mesi di aprile e maggio i frutteti forniscono alle colonie abbondante nutrimento su vaste superfici e i casi di avvelenamento non sono pochi. Le stesse situazioni avvengono anche nei piccoli giardini, basta infatti il trattamento ad una pianta nei modi sbagliati per creare gravi morie.

 

Purtroppo in primavera gli avvelenamenti per trattamenti non sono rari in campagna, nonostante vi siano regole provinciali ben precise.

“Le api morte riguardano una singola arnia e speriamo che le altre riescano a resistere. Quello che io voglio fare - ci spiega l'agricoltore - è sensibilizzare, solo un appello a tutti affinché si faccia molta attenzione a quando si usano certe sostanze, anche chi ha un singolo alberello in giardino. Le api sono importantissime”.

 

I casi, come già detto, non sono rari. L'Associazione apicoltori del Trentino ha rilevato una moria di api nella zona della Vallarsa a macchia di leopardo. Da qui la decisione di prelevare dei campioni per inviarli all'istituto zooprofilattico e analizzarne le cause.

 

“Su queste situazioni – ha spiegato il presidente degli Alpicoltori Marco Facchinelli – meglio attendere un minuto in più per indagare e capire la causa di morte delle api. Un sacco muoiono in modo naturale perché sono arrivate a dine carriera e per questo non c'è da preoccuparsi”. Ma non mancano altri tipi di situazioni. “Purtroppo confermo – continua Facchinelli – che persistono degli avvelenamenti causati da chi utilizza antiparassitari impropriamente. Ogni moria anomala, però, deve essere confermata con le analisi”.

 

Quello dell'utilizzo improprio dei pesticidi è un tema sollevato più volte anche dal Comitato promotore del referendum per un Distretto Biologico Trentino che sta portando avanti l'importanza di assumere con responsabilità scelte rispettose della natura che ci ospita e che abbiamo gravemente maltrattato, della sua biodiversità, delle sue risorse e della sua salute.

 

Di recente in Valle di Non ed in altre zone ad alta intensità agricola del Trentino, spiegano dal comitato, è iniziato l’utilizzo intensivo di pesticidi e fitofarmaci, ammorbando l’aria, affaticando la respirazione, creando alla popolazione non poco disagio e molta preoccupazione per la ricaduta sulla salute e l’indebolimento delle difese umane ma creano non pochi problemi anche agli animali.

 

Il Comitato promotore del Referendum per un Distretto biologico Trentino lancia un forte appello alla popolazione, alle forze sociali, alle forze economiche dei diversi settori e ai produttori, ai nostri amministratori locali affinché “non sottovalutino la lezione che dovremo ricavare dall’esperienza di queste settimane e al termine della crisi puntino decisamente l’attenzione sull’uso intensivo dei fitofarmaci in Trentino individuando soluzioni e metodi alternativi, rispettosi della salute collettiva, sostanziali e non di facciata. E nell'immediato facciamo un ulteriore appello alle coscienze individuali di tutti gli agricoltori affinché rispettino i regolamenti sull'utilizzo dei pesticidi e seguano le linee guida evitando altresì la miscela tra essi”.

 

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