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Strage di api nel bresciano: morti 4 milioni di insetti, ma è ancora mistero sulle cause. Coldiretti: "Una vera e propria catastrofe"

Oltre 4 milioni di api morte in soli due giorni: è questo il tragico bilancio della moria di api consumatasi nella Bassa Bresciana tra la sera di venerdì 7 e la mattina di sabato 8 agosto. Un apicoltore: "Non ho mai assistito a un fenomeno così violento e massiccio, davvero inspiegabile anche per i colleghi apicoltori della zona"

Edoardo Mombelli, apicoltore di Quinzano d'Oglio - Foto di Coldiretti Lombardia
Pubblicato il - 13 August 2020 - 12:11

BRESCIA. Oltre 4 milioni di api morte in soli due giorni: è questo il tragico bilancio della moria di api consumatasi nella Bassa Bresciana tra la sera di venerdì 7 e la mattina di sabato 8 agosto. La zona interessata comprende una fascia di territorio di circa tra le località bresciane di Villagana e Bompensiero, frazioni di Villachiara, Acqualunga (frazione di Borgo San Giacomo), e i comuni cremonesi di Azzanello e Genivolta.

 

Sono state colpite 130 famiglieColdiretti Lombardia la definisce "una vera e propria catastrofe". Ad oggi, però, poco o nulla si sa circa i motivi che hanno portato alla morte questi insetti, preziosissimi per l'ecosistema. "Nella mia esperienza di apicoltore non ho mai assistito a un fenomeno così violento e massiccio, davvero inspiegabile anche per i colleghi apicoltori della zona – racconta Edoardo Mombelli, apicoltore di Quinzano d’Oglio (BS) che insieme alla moglie Ilenia gestisce 250 alveari –. Il bilancio è pesante e ancora non definitivo, ma ci impegneremo per ripristinare quanto prima il patrimonio apistico locale. Fortunatamente si tratta di un’area circoscritta, le arnie situate nei comuni limitrofi e in altre zone della provincia non hanno registrato problemi".

 

Sulle cause stanno ora indagando Ats Brescia e Cremona e guardia forestale. "Difficile comprendere le cause di un fenomeno così repentino e letale", fa sapere Coldiretti. 

 

"Nelle ultime ore - continua la nota - il Corpo Forestale e l’Ats di Brescia e Cremona hanno prelevato campioni di api e di miele per fare chiarezza sull’accaduto. Restano nel frattempo lo sgomento e la preoccupazione per un’annata già delicata, a causa del lockdown e degli sbalzi climatici, in un settore particolarmente attivo sul territorio".

 

La provincia di Brescia, infatti, conta circa 119 imprese, per un totale di circa 30 mila alveari, custoditi da oltre 1.000 appassionati tra professionisti e hobbisti, che producono oltre 300mila tonnellate di miele, propoli, cera e derivati. Un settore importante, insomma, non solo per l'economia ma, soprattutto, per l'intero ecosistema. 

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