Tragedia nel canalone Neri: Sergio Zenatti precipita per 500 metri e perde la vita sotto gli occhi dell'amico
E' successo questa mattina. I due uomini stavano risalendo il canalone con i ramponi quando, probabilmente, sono stati investiti da una scarica di sassi e Zenatti ha perso l'equilibrio

TRE VILLE. Ancora una volta il Canalone Neri, solo che questa mattina l'incidente è stato fatale per l'alpinista Sergio Zenatti, di Villamontagna di Trento, che lo stava affrontando in compagnia di un amico. L'8 maggio era toccato a un giovane scialpinista scivolare per circa 150 metri lungo quello che per molti è il canalone più bello delle Dolomiti. Per lui, classe '97, si era risolto tutto con diversi colpi subiti, alcuni traumi riportati e il salvataggio con l'elicottero del soccorso alpino dell'Area operativa Trentino occidentale.
Quanto accaduto questa mattina, invece, ha reso vano l'intervento dei soccorritori mobilitati dalla chiamata dell'amico dell'uomo poco prima delle 7. La vittima aveva 57 anni. L'uomo stava salendo insieme all'amico proprio il canalone Neri verso la Cima Tosa, la vetta più alta delle Dolomiti di Brenta, quando intorno alle 6.40 è avvenuta la tragedia.
I due stavano affrontando la salita con i ramponi, vista la presenza di neve ghiacciata, quando a una quota 2.800 metri (la vetta è a quota 3.100) sono stati, probabilmente, investiti da una scarica di sassi, e Zenatti è scivolato precipitando per quasi cinquecento metri fino alla base del canalone. Subito l'amico ha chiamato i soccorsi.
Il coordinatore dell'Area operativa Trentino occidentale del Soccorso Alpino e Speleologico ha chiesto l'intervento dell'elicottero che ha verricellato sul luogo dell'incidente il Tecnico di elisoccorso e due operatori della Stazione Madonna di Campiglio ma per l'alpinista non c'era ormai nulla da fare. Drammatica si è rivelata la caduta con gravissimi colpi riportati tra rocce e ghaiccio. Dopo il nullaosta delle autorità la salma è stata ricomposta ed elitrasportata a Madonna di Campiglio.


















