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Un lupo investito sulla statale bellunese. Caccia all'automobilista: ''Non si è fermato e non ha chiamato i soccorsi: si tratta di un illecito''

L'animale è stato investito da un'auto di passaggio intorno alle 5.30 in località Case Balzan a Fonzaso. La Provincia di Belluno: "La presenza è stabile: indice di qualità del nostro ambiente". Un atteggiamento completamente diverso in Veneto rispetto al Trentino sul tema dei grandi carnivori"

Di Luca Andreazza - 13 luglio 2020 - 16:40

BELLUNO. La carcassa di un lupo è stata recuperata lungo la strada statale 50 in provincia di Belluno. L'animale è stato investito da un'auto di passaggio intorno alle 5.30 in località Case Balzan a Fonzaso.

 

La ricostruzione della dinamica è affidata alla polizia provinciale, gli agenti ascoltano anche le testimonianze per risalire al conducente della vettura per aver commesso un illecito in quanto non si è fermato e non ha chiamato i soccorsi. 

 

Le forze dell'ordine sono state, infatti, allertate da un altro automobilista transitato con ogni probabilità pochi minuti dopo l'evento, ormai il lupo era già deceduto. 

 

"L’animale è un esemplare maschio, giovane - commenta Christian Losso, agente della Polizia Provinciale e referente per i grandi carnivori - non possiamo stabilire, al momento, se si tratta di un lupo in dispersione: sarà la genetica a stabilire la provenienza del branco e dare ulteriori informazioni".

 

E' il quarto investimento di lupo in Veneto nel giro di due anni, testimonia la presenza ormai stabile del grande predatore. "Una presenza che rende misura dell’indice di qualità del nostro ambiente in termini di biodiversità - dice Franco De Bonconsigliere provinciale con delega alla gestione faunistica -. Il lupo è un ottimo regolatore naturale della fauna selvatica. E' chiaro che abbiamo la necessità di fare in modo che questo grande carnivoro selezioni cervi e cinghiali, anziché gli allevamenti di ovini e caprini della montagna bellunese, che spesso ci rivolge gridi d’allarme legati al crescente numero di predazioni. L’attenzione verso agricoltura e allevamento è tra i motivi di istituzione del tavolo verde. Siamo convinti di dover proseguire sulla strada di una collaborazione stretta a beneficio del territorio".

 

Un approccio diverso rispetto alla Provincia di Trento e indagini che sono scattate immediatamente nel vicino Veneto, mentre sul nostro territorio ancora non si conoscono i dettagli del lupo ripescato dall'Avisio, senza testa e gambe, in val di Fassa, che se non fosse stato per il Dolomiti piazza Dante avrebbe archiviato come un semplice investimento, tanto che nello stesso comunicato ufficiale della Pat si spiegava che: ''Gli accertamenti svolti sui resti del canide rinvenuto in Val di Fassa nel torrente Avisio (nei pressi di Soraga) hanno confermato che si tratta di un lupo. Le numerose fratture rilevate fanno ritenere che l’animale sia stato vittima di un investimento stradale''.

 

In realtà c'era molto di più, anzi molto di meno. I resti del lupo erano privi della testa e delle zampe anteriori (cranio, denti e artigli sono ''merce'' preziosa per i bracconieri) dimostrando chiaramente che su quell'animale, protetto ad ogni livello, tutelato da leggi e trattati e patrimonio indisponibile dello Stato, si era accanito qualche essere umano.

 

Il gruppo di Onda Civica aveva lanciato un premio da 3 mila euro per chiunque fornisse informazioni utili (QUI ARTICOLO). Anche in Austria l'atteggiamento si è rivelato diverso (QUI ARTICOLO) dove Wwf Austria e Naturschutzbund Austria avevano messo sul piatto 11.000 euro . Anche il consiglio comunale di Ornavasso, comune piemontese nella provincia del Verbano-Cusio-Ossola, si è mosso per una taglia di 2.000 euro per scoprire chi ha sparato a una lupa, ritrovata morta il 28 dicembre in quella zona. Qui invece la Giunta provinciale a trazione Lega ha scelto il silenzio e da allora della vicenda del lupo dell'Avisio non sono stati comunicati o segnalati particolari sviluppi.

 

In Veneto c'è preoccupazione per l'espandersi del lupo, ma si forniscono i dati e si punta sull'impegno a proseguire e rafforzare le iniziative di prevenzione a tutela del settore zootecnico e di corretta informazione alla popolazione con un approccio finalizzato ad assicurare un supporto diretto al singolo interessato, in stretto raccordo con la Regione e le associazioni di categoria, mentre in Trentino si grida "Al lupo, al lupo", ma poi le azioni intraprese in due anni di governo sembrano davvero poche (QUI ARTICOLO).

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