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VIDEO. Rubavano capi di lusso e scarpe firmate in tutto il Nordest, sgominata una banda di malviventi

Nel covo refurtiva dal valore di 200mila euro, la banda arrestata dai carabinieri prendeva di mira negozi di calzature e abbigliamento. I militari arrestano per furto pluriaggravato e ricettazione 5 persone, altri 3 componenti denunciati a piedi libero

Di T.G. - 12 dicembre 2020 - 10:39

VERONA. Erano diventati l’incubo di negozi e boutique del Nordest, che venivano presi di mira sistematicamente e derubati della merce. I ladri della banda preferivano mettere le mani su capi di lusso e scarpe firmate, un bottino, frutto di diversi colpi, stimato in almeno 200mila euro ai quali vanno aggiunti tre mezzi rubati nelle province di Treviso, Vicenza e Pordenone.

 

Dopo la retata dei carabinieri però, la banda è stata sgominata e 5 persone sono finite in manette. Il blitz è andato in scena nella tarda serata del 7 dicembre quando i militari del nucleo investigativo, coadiuvati dai colleghi di Verona, San Bonifacio e Legnago, hanno rintracciato i componenti della banda scoprendo anche il covo dove era stata nascosta la refurtiva.

 

Gli investigatori hanno fermato 5 persone di nazionalità moldava e rumena e ne hanno denunciate altre 3 in stato di libertà, tra cui un italiano, tutte indagate, a vario titolo, per il furto e la ricettazione della merce costituita da numerosi capi d’abbigliamento e calzature di lusso trafugate tra i mesi di giugno e dicembre 2020 in aziende nelle province di Parma, Udine e Pordenone.

 

Il modus operandi era sempre lo stesso: il sodalizio, composto solitamente dai 3 ai 4 soggetti, rubava veicoli commerciali vicino alle aziende che poi sarebbero state depredate della merce. Refurtiva che in seguito veniva occultata in un casolare nelle campagne di Zevio, in provincia di Verona. Da qui, poi, veniva trasbordata su altri mezzi “puliti” che la trasportavano all’estero, prevalentemente in Moldavia, confondendola tra i bagagli degli altri viaggiatori regolari che rientravano settimanalmente nei loro paesi d’origine.

 

La svolta è arrivata quando i militari hanno intercettato uno dei veicoli “puliti che precedeva, a poca distanza, i mezzi rubati con il compito di evitare eventuali controlli delle forze dell’ordine. Lo stesso veicolo era poi stato individuato nel parcheggio di un hotel di San Giovanni Lupatoto dove i membri avevano trovato alloggio. Inoltre, la banda era sufficiente scaltra da adottare tutta una serie di precauzioni, come cambiare il nascondiglio della refurtiva in un garage del Comune di Isola Rizza.

 

Le persone fermate hanno un’età compresa tra i 21 e i 31 anni e sono accusate a vario titolo di furto pluriaggravato e ricettazione e possesso di documenti falsi. Nei confronti di un 31enne l’accusa è anche di detenzione di stupefacenti perché nel corso della perquisizione nel casolare di Zevio, all’interno di uno dei mezzi nella disponibilità dell’arrestato, sono stati rinvenuti 190 grammi di marijuana.

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