A Belluno terzo ricovero in terapia intensiva, è un no vax di 57 anni arrivato in pronto soccorso in gravissime condizioni
L'appello della direttrice sanitaria De Marco: ''Vaccinatevi. L'incidenza è aumentata arrivando a 143 su 100.000 abitanti, abbiamo 1050 persone in isolamento e 40-50 persone al giorno in più positive''

BELLUNO. ''Abbiamo registrato il terzo ricovero in terapia intensiva. Si tratta di un uomo giovane, di 57 anni, in buone condizioni generali con nessuna patologia pregressa che è entrato in terapia intensiva direttamente dal pronto soccorso. Questo soggetto ci risulta non vaccinato''. Così la direttrice sanitaria dell'Ulss 1 Dolomiti, Maria Caterina De Marco ha spiegato il terzo ingresso in rianimazione per Covid in provincia di Belluno. Un ricovero che racconta di una situazione portata all'estremo dal paziente stesso, costretto poi a rivolgersi al pronto soccorso per poi essere trasferito d'urgenza in terapia intensiva.
D'altronde un altro dei problemi che si sta riscontrando ovunque con i no vax è che ''sottovalutano'' il virus da tutti i punti di vista e quindi rischiano di accorgersi che aspirine e ''vigile attesa'' non bastano più, solo quando la situazione sta diventando drammatica. Ovviamente in caso di vaccinazione le cose sarebbero andate in maniera molto diversa per un 57enne senza nessuna patologia pregressa e si tratta dell'ennesimo caso che deve far aprire gli occhi a tutti ricordando quanto è aggressivo il Covid e quanto male può fare anche in un corpo giovane e forte.
''Mi dispiace molto che non fosse vaccinato - prosegue De Marco - perché tutta l'azienda sta lottando e lavorando per arrivare a un livello di vaccinazione di massa molto alta. Abbiamo, al momento, una buona aderenza ma ci manca ancora una percentuale che risulta essere troppo elevata per cui la circolazione del virus è veramente molto presente in mezzo a noi. L'incidenza è aumentata arrivando a 143 su 100.000 abitanti, abbiamo 1050 persone in isolamento e 40-50 persone al giorno in più positive''.
L'appello è sempre lo stesso, allora: ''Ricordiamoci del distanziamento, del lavaggio delle mani e della mascherina. E lo strumento formidabile è la vaccinazione. Andate a fare la prima, la seconda dose. Solo così lo sconfiggeremo. Troppo importante per i nostri ospedali per recuperare le prestazioni che abbiamo indietro e curino tutti i pazienti per le loro patologie''.




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