Covid, tra i No-vax nelle terapie intensive dell’Alto Adige: “Mi curavo con l’omeopatia. Il vaccino? Non mi sembra il caso”
Nelle terapie intensive dell’Alto Adige ci sono molti No-vax ma anche chi il vaccino non poteva farlo per motivi medici: “Sono debole, i muscoli spariti. Non riesco a stare in piedi. Pesavo 93 chili oggi 75,5”. I sanitari: “I pazienti sono giovani rispetto alle altre ondate di un’età tra i 30 e i 70 anni. La maggior parte non è vaccinata”

BOLZANO. “Dove ci si vaccina di più si muore meno. E se il super Green pass è uno strumento assolutamente necessario, serve anche informare e andare a cercare i non vaccinati per provare e convincerli. Serve capire perché esitano ancora”, questo l’editoriale di Corrado Formigli andato in onda su La7 nell’ultima puntata di Piazza pulita. I giornalisti del programma sono stati in Alto Adige dove i vaccinati sono ancora pochi e i contagi sono tornati ad aumentare, preoccupando non poco le autorità politiche e sanitarie.
“I pazienti sono giovani rispetto alle altre ondate – spiega uno dei sanitari intervistati – di un’età tra i 30 e i 70 anni. La maggior parte non è vaccinata”. Il commento del giornalista è laconico: “Non pensavo di trovarlo così, l’Alto Adige è il primo della classe in tutto ma il penultimo per per numero di vaccinati in Italia con il Covid che galoppa e torna a far paura nelle corsie degli ospedali”.
Ed è proprio all’interno delle strutture sanitarie altoatesine che sono entrate le telecamere di La7. “Provo rabbia, delusione e frustrazione con questo tipo di pazienti – afferma una dottoressa – c’è chi dice che si cura con l’omeopatia, o di essersi salvato grazie alla luce del Sole perché fa produrre vitamina D, che è importantissima, ma non salva dalla malattia”.
Ricoverato in ospedale c’è anche un paziente che non ha potuto vaccinarsi per motivi medici ma ha avuto la sfortuna di contrarre il Sars-Cov-2. “Come volete che stia dopo tre settimane di terapia intensiva? Sono debole, i muscoli spariti. Non riesco a stare in piedi. Pesavo 93 chili oggi 75,5”.
Eppure c’è anche chi non si è vaccinato per scelta e dopo aver contratto l’infezione, comunque, del vaccino non ne vuole sapere. “Inizialmente mi curavo con l’omeopatia, usavo i sali di Schüssler e i classici prodotti omeopatici”, racconta un ex pilota dell’aviazione finito anche lui nei reparti ad alta intensità.
“Lo sappiamo tutti che questo è un vaccino sperimentale – prosegue l’ex pilota – la cosa non mi convince. Ti assumi tutte le responsabilità di una cosa che non sai, è un’avventura. Ho tre figli non posso permettermi di prendermi un colpo da vaccino collaterale”. Quando il giornalista gli chiede se una volta uscita andrà a vaccinarsi lui risponde: “Non mi sembra proprio il caso. Io ho delle responsabilità verso i miei figli, verso mia moglie. Io sono certo che uscirò vivo di qui”.
Nel frattempo la situazione dell’Alto Adige resta critica. “Siamo andati in ogni piccolo paesino per portare il vaccino – sottolinea l’assessore provinciale alla Salute Thomas Widmann – non tutti sono a favore del vaccino ma lo fanno per la collettività per non dover richiudere. Abbiamo 36 milioni di pernottamenti ogni anno se questi venissero meno tantissime famiglie non avrebbero più lavoro. L’obbligo vaccinale? Come ultima ratio sarei favorevole ma spero ancora nel buon senso e che la gente si convinca prima”.
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