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A Mazzin (dove erano spariti i simboli contro la violenza sulle donne) il Comune dice (ancora) no a una panchina rossa e arriva una lettera anonima alla proponente

L'amministrazione comunale continua a respingere la semplicissima proposta volta a sensibilizzare la comunità sul rispetto delle donne e contro la violenza. Vardon Inant: ''La Giunta provinciale in questi giorni ha deciso di aderire al progetto nazionale 'Panchina rossa' coinvolgendo anche, come parte attiva, i Comuni. Torniamo a chiederla per Mazzin e a tal proposito abbiamo deciso di interpellare direttamente la Provincia''

Di Luca Pianesi - 07 March 2021 - 18:26

MAZZIN. Se anche una panchina rossa è di troppo in un piccolo Comune vuol dire davvero che c'è tantissima strada da fare. Lo denuncia il gruppo di minoranza del comune di Mazzin, in val di Fassa, Vardon Inant che da tempo chiede, semplicemente, la collocazione di una panchina rossa a Fontanazzo, sede dell'amministrazione comunale.

 

Una proposta apparentemente impossibile da bocciare ma che il consiglio comunale, con il sindaco Fausto Castelnuovo in testa, è riuscito a respingere forte di quel benaltrismo che troppo spesso viene usato per bloccare dibattiti e frenare la crescita della società (c'è sempre un tema più importante di cui discutere, un problema più impellente o un'iniziativa più bella da fare quando, ovviamente, cominciare con un atto tanto semplice quanto rappresentativo non preclude né l'affrontare altri problemi né l'organizzare eventi più strutturati sull'argomento).

 

D'altronde non è un caso se proprio a Fontanazzo, lo scorso novembre, in occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne, un indegno atto anonimo ha rimosso l’allestimento con fiocchi e scarpe rosse da una panchina approntata proprio per sensibilizzare la comunità sul tema (QUI APPROFONDIMENTO). Un'azione che aveva scosso le coscienze di tutti in Trentino dimostrando, una volta di più, quanto ci sia bisogno di questi piccoli-grandi gesti per cambiare la società. 

 

Ora però la partita si riapre. ''La Giunta provinciale - spiega il gruppo di Vardon Innant - in questi giorni su proposta dell'assessora alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia Stefania Segnana, ha deciso di aderire al progetto nazionale 'Panchina rossa' coinvolgendo anche, come parte attiva, i Comuni. Lungo le piste ciclabili e ciclo-pedonali del Trentino gestite dalla Provincia saranno quindi tinteggiate di colore rosso alcune panchine o installate di nuove. Inoltre, attraverso il Consiglio delle Autonomie Locali, sarà promossa l'iniziativa affinché ne vengano tinteggiate o installate di nuove anche nei parchi comunali”.

 

''Come sempre - prosegue il gruppo di minoranza in comune - il gruppo consigliare Vardon Inant è propositivo verso l’amministrazione comunale di Mazzin e per questo, per voce della consigliera Nadia Giacomuzzi, ha ribadito che l’iniziativa della “panchina rossa” e della giornata rievocativa durante l’estate (che è stata la controproposta del sindaco con la quale ha bocciato l'idea della panchina ndr) non erano affatto in contrasto, anzi che le si poteva fare tutte e due. Secca la risposta del Signor Sindaco: nessuna “panchina rossa” a Mazzin. Una ulteriore interrogazione comunale del consigliere Luciano Costazzer è stata presentata l’11 gennaio 2021, che ricordando il gesto vandalico di novembre ha scritto 'È stato fatto un gesto forte, è necessario fare un gesto concreto, abbiamo il dovere di sensibilizzare i residenti e non i turisti, tale gesto non è stato sicuramente un turista a compierlo'. Ma anche questo sollecito non è neanche stato preso in considerazione nella recente risposta del sindaco datata 4 marzo''.

 

''A fine gennaio - proseguono i consiglieri di minoranza ricostruendo i passaggi anche consigliari che sono stati fatti - la capogruppo di Vardon Inant ha ricevuto una lettera anonima, regolarmente denunciata alle Autorità di Pubblica Sicurezza, in cui qualcuno vilmente e non a viso aperto le consigliava di mettere ben 3 panchine rosse sul suo suolo privato se tanto ci tiene ad avere una panchina rossa nella piazza di Fontanazzo. Le donne di Mazzin-Campestrin- Fontanazzo sanno sicuramente cogliere cosa sottintende “politicamente” un simile atteggiamento ostruzionistico e preconcetto verso le donne da parte del signor Sindaco, che è ben distante dalle 40 panchine dipinte nella sola Foggia. Ma il gruppo consigliare Vardon Inant non si ferma e a tal proposito ha deciso di interpellare direttamente la Provincia Autonoma di Trento e continuare ad insistere per una “panchina rossa”, come simbolo della lotta contro la violenza sulle donne''.

 

Un gesto semplice e dovuto a una comunità che vive, comunque, come le altre, le sue contraddizioni culturali e i suoi problemi sull'argomento. Al sindaco e alla sua Giunta sembrerà anche un piccolo gesto rispetto ai grandi progetti che dicono di voler mettere in campo per l'estate. Intanto però il fatto di dire di ''no'' con questa pervicacia rappresenta già, purtroppo, un grande, bruttissimo gesto

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