''Molte persone scomparse meritano una via'', becera lettera contro l'intitolazione di una strada a Sara Piffer. Spinelli: ''No a veleno e divisioni''. Il sindaco condanna
"Ho deciso di rendere pubblica la lettera - spiega il primo cittadino di Giovo, Riccardo Dalvit - perché era giusto tutti sapessero. Se questo soggetto, che non ha avuto nemmeno la decenza di firmarsi, fosse venuto da me, in comune, gli avrei fornito tutte le risposte, invece ha preferito fare il "leone da tastiera"''

GIOVO. Una lettera che definire orribile è puro eufemismo, ovviamente anonima. Il sindaco di Giovo, Riccardo Dalvit, che guida il comune cembrano dal 4 maggio 2025, ha deciso di protocollarla, leggerla davanti al consiglio nell'ultima seduta e renderla pubblica.
Di fronte a tanta freddezza, insensibilità e livore, il giovane primo cittadino del comune della Val di Cembra ha deciso di non archiviarla come semplice e misero "ruggito" di un "leone da tastiera".
L'oggetto della missiva? Una pesante critica e un presunto scontento diffuso in paese per la decisione d'intitolare una strada a Sara Piffer, la giovane ciclista trentina che il 24 gennaio 2025, durante un allenamento, venne travolta e uccisa da un pirata della strada mentre pedalava - in compagnia del fratello - tra gli abitati di Mezzocorona e Mezzolombardo.
Nella lettera si afferma che "è stato creato un precedente" perché "ci sono molte persone scomparse nella nostra comunità a cui si poteva intitolare una via", affermando che all'interno del paese vi sia malumore "ma nessuno, per rispetto della famiglia, ne parla".
E poi, addirittura, l'autore dello scritto chiede: "Ci sono famiglie di serie A e serie B?". La salita rappresenta anche il percorso di una Via Crucis e una Via Lucis - dedicate anch'esse alla ciclista cembrana - e l'anonimo vuole sapere chi ha pagato le spese d'illuminazione.
Il tutto, ovviamente, senza palesarsi, ma affidando ad uno scritto senza firma il proprio pensiero. "Ho deciso di rendere pubblica la lettera - spiega a Il Dolomiti il primo cittadino di Giovo, Riccardo Dalvit - perché era giusto tutti sapessero. Se questo soggetto, che non ha avuto nemmeno la decenza di firmarsi, fosse venuto da me, in comune, gli avrei fornito tutte le risposte, invece ha preferito fare il "leone da tastiera". Come amministrazione, e la decisione è stata condivisa dall'intero consiglio comunale, abbiamo fornito tutto il supporto tecnico - logistico del caso e contribuiremo anche dal punto di vista economico. La morte di Sara è stato un evento terribile per tutta la nostra comunità e l'opera che la famiglia e gli amici stanno portando avanti per migliorare la sicurezza sulla strada è enorme: i risultati si sono visti e si continueranno a vedere. Dunque non abbiamo mai avuto dubbi sull'appoggiare tale richiesta, che è diventata realtà grazie anche al supporto della Provincia di Trento. All'anonimo voglio dire anche che le spese affrontate sono state sostenute dalla famiglia Piffer, dalla parrocchia e dalla Cassa Rurale che, appena saputo dell'iniziativa, si è detta subito disponibile a fornire il proprio contributo. L'intitolazione di quella salita a Sara non è stata casuale".

La legge non permette d'intitolare una via ad una persona scomparsa prima che siano trascorsi dieci anni dalla sua morte e, allora, si è deciso di dedicare la salita, situata nella frazione di Palù, dove Sara Piffer era nata e risiedeva con la famiglia, alla ciclista trentina e agli "Sportivi vittime della strada".
"Quella salita - conclude il primo cittadino di Giovo - porta sino al capitello della Madonna Ausiliatrice, che proprio Sara - nel 2022 - restaurò gratuitamente. Lungo la strada, lunga circa 300 metri che porta sino in aperta campagna, sono state posizionate le formelle in ceramica, due per ognuna delle 14 stazioni. Lunedì 16 marzo anche l'arcivescovo Tisi salirà a Giovo e parteciperà alla via Crucis in quello che sarà certamente un momento molto toccante".
Di lettera anonima che "semina veleno", garantendo pieno appoggio alla famiglia e al sindaco di Giovo, ha parlato il vice presidente della Giunta Provinciale Achille Spinelli: "Non abbiamo bisogno - soprattutto su questi temi - di veleno e divisioni".
"Una lettera anonima semina veleno sull'intitolazione di una stradina a Sara Piffer - scrive il vice Governatore trentino -, la ciclista 19enne uccisa tra Mezzocorona e Mezzolombardo da un automobilista che andava in direzione opposta e stava sorpassando. Noi siamo dalla parte di Sara; dalla parte della famiglia di Sara, che ha rielaborato il dolore costruendo - e sostenendo autonomamente - un forte percorso di testimonianza e sensibilizzazione sul fenomeno degli omicidi stradali; dalla parte del sindaco di Giovo, Riccardo Dalvit - che si è sempre mosso nel rispetto delle norme - e che ha reso nota l'esistenza della missiva difendendo la scelta dell'intitolazione in memoria di questa giovane di una via lucis e di una via crucis. Il nostro Trentino è terra di convivenza civile, di sensibilità, di valori. Stringiamoci perché ancora una volta attorno a questa ragazza, a questa famiglia, a questa comunità, con il rispetto che è doveroso: non abbiamo bisogno - soprattutto su questi temi - di veleno e divisioni. Non fanno parte della nostra Storia. Non fanno parte della nostra Cultura. Grazie".
Lo scorso autunno, a Dozza, in provincia di Bologna, è stato dedicato a Sara Piffer un centro polivalente realizzato dopo la ristrutturazione di un vecchio bocciodromo. A decidere d'intitolare la struttura alla ciclista trentina è stata la Consulta locale dei giovani, che l'ha scelta come simbolo dei valori dello sport.

Sempre nell'area del centro sportivo, a Sara Piffer è stata dedicato anche un murales realizzato con la supervisione delle Belle Arti di Bologna (la foto è tratta dal sito www.sarapiffer.com).













