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Trento
24 marzo | 19:05

"Ogni volta qui si rischia la vita perché il traffico sulle strade è un po' criminale". Tadej Pogacar durissimo sull'argomento sicurezza sulle strade per i ciclisti

"Sono venuto qui ad allenarmi tantissime volte - ha spiegato il fuoriclasse sloveno dopo il successo alla Sanremo - e ogni volta si rischia la vita perché, senza voler offendere nessuno, il traffico sulle strade a volte è un po' criminale. Stanno costruendo delle bellissime piste ciclabili e forse tra qualche anno ci sarà anche una splendida strada costiera (riferito a parte del tracciato della Milano - Sanremo, ndr), ma ci vuole molto impegno"

TRENTO. Strade italiane pericolosissime per i ciclisti? E' risaputo. I numeri sono impietosi, in ogni parte della Penisola si dibatte dell'argomento e si cercano migliorie (sempre con tempi "biblici"), potenziando i tratti ciclabili (con le piste dedicate e le cosiddette "bike lane") e cercando di "educare" sia gli automobilisti che i ciclisti stessi al rispetto delle regole.

 

Con una differenza sostanziale: chi viaggia su due ruote resta l'utente "debole" della strada e, dunque, le conseguenze di un incidente possono essere tragiche. In tal senso gli esempi, purtroppo, si sprecano, con il Trentino che nell'ultimo anno e mezzo ha pianto la morte di due giovani ciclisti, Matteo Lorenzi e Sara Piffer.

 

Se, però, l'allarme viene lanciato dal numero uno dei numeri uno, il "Cannibale" del Terzo Millennio, il corridore a cui manca solamente la vittoria alla Parigi - Roubaix (che ha messo nel "mirino" da tempo) per dire "ho vinto tutto", allora il messaggio assume ben altra valenza. E, ovviamente, la cassa di risonanza diventa ancora maggiore.

 

Cosa ha detto "Sua Maestà" Tadej Pogacar riguardo la sicurezza sulle strade italiane?

 

"Sono venuto qui ad allenarmi tantissime volte - ha spiegato il fuoriclasse sloveno - e ogni volta si rischia la vita perché, senza voler offendere nessuno, il traffico sulle strade a volte è un po' criminale. Stanno costruendo delle bellissime piste ciclabili e forse tra qualche anno ci sarà anche una splendida strada costiera (riferito a parte del tracciato della Milano - Sanremo, ndr), ma ci vuole molto impegno".

 

Nella conferenza che ha fatto seguito alla sua prima vittoria alla "Classicissima", Pogacar ha svelato che - dopo aver sfatato quello che per lui era un vero e proprio tabù - forse non tornerà più alla "Sanremo", che ha preparato con tanti allenamenti specifici, studiando a fondo il percorso (assieme al compagno di squadra Florian Vermeersch e al ligure Niccolò Bonifazio), percorrendo e ripercorrendo Poggio e Cipressa.

 

"Ora forse potrò seguire la gara in tv o a bordo strada" ha confidato sorridendo: insomma non avrà "l'obbligo" di cimentarsi nuovamente sulle strade di una delle corse più amate dei ciclisti anche se, il fascino della prima "Monumento" italiana della stagione (la seconda è la corsa "delle foglie morte", il Giro di Lombardia, una delle sue gare "preferite), potrebbe indurlo in futuro a tornare sui propri passi.

 

Perché se Paganini "non ripeteva", a Pogacar piace eccome replicare.

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