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Trento
10 marzo | 20:00

Lettera anonima contro la via intitolata a Sara Piffer. La Fondazione Scarponi: "Lei è stata uccisa. Le è stata tolta la possibilità di parlare, altri invece possono farlo liberamente"

La Fondazione Michele Scarponi Ets, nata in memoria dell'ex ciclista professionista, morto nel 2017 dopo essere stato investito da un furgone mentre si stava allenando nella "sua" Filottrano, ha preso una posizione durissima e assolutamente netta, plaudendo al coraggio del sindaco di Giovo Riccardo Dalvit, che ha deciso di rendere pubblica la missiva e non ha nascosto la testa "sotto la sabbia". E poi ha attaccato duramente l'autore della becera lettera anonima

Lettera anonima contro la via intitolata a Sara Piffer

JESI. Il "caso" è diventato di respiro nazionale. E non poteva essere altrimenti.

 

La vergognosa lettera inviata all'amministrazione comunale di Giovo, nella quale un anonimo (o un'anonima) contestava la scelta della giunta (va detto: con l'appoggio dell'intero consiglio e di tutta la comunità) d'intitolare una strada a Sara Piffer (e a tutti gli altri Sportivi vittime della strada) (Qui articolo), la giovane ciclista trentina travolta e uccisa il 24 gennaio 2025 da un'auto mentre si stava allenando in bici assieme al fratello, ha fatto inorridire e arrabbiare anche chi, sin dal giorno della propria nascita, si batte per la sicurezza stradale, soprattutto quella dei ciclisti.

 

Ecco, allora, che la Fondazione Michele Scarponi Ets, nata in memoria dell'ex ciclista professionista, morto nel 2017 dopo essere stato investito da un furgone mentre si stava allenando nella "sua" Filottrano, ha preso una posizione durissima e assolutamente netta, plaudendo al coraggio del sindaco di Giovo Riccardo Dalvit, che ha deciso di rendere pubblica la missiva e non ha nascosto la testa "sotto la sabbia".

 

E non finita, perché la Fondazione ha ribadito la propria vicinanza e appoggio alla famiglia Piffer, che si sta adoperando per sensibilizzare tutti riguardo il tema della sicurezza sulle strade e il rispetto delle norme.

 

"Non ha avuto neanche il coraggio di metterci la faccia e la firma - scrive la fondazione sui propri canali ufficiali -. Ha scritto una lettera anonima al comune di Giovo, per protestare contro la decisione di intitolare una strada a Sara Piffer, la ciclista trentina uccisa il 24 gennaio 2025 sulla strada tra Mezzocorona e Mezzolombardo da un automobilista che andava in direzione opposta e stava sorpassando. Sara aveva 19 anni. Quello che è successo lo sappiamo grazie a Riccardo Dalvit, sindaco del comune della Val di Cembra dal maggio 2025. Che ha preso la lettera anonima e l'ha letta in consiglio comunale perché tutti i cittadini sapessero. Nella lettera era scritto che ci sarebbero state altre persone meritevoli in paese, l'autore anonimo si chiedeva se esistessero "famiglie di serie A e serie B". In più l'autore sollevava dubbi sulle spese dell'illuminazione lungo la salita dedicata a Sara, che ospita una Via Crucis e una Via Lucis realizzate in sua memoria. Il sindaco Dalvit ha spiegato che la morte di Sara ha segnato profondamente la comunità e che il percorso realizzato in sua memoria non è casuale: la salita porta al capitello della Madonna Ausiliatrice, restaurato gratuitamente da Sara nel 2022, e le 14 stazioni della Via Crucis hanno due formelle in ceramica ciascuna".

 

Poi il punto "cruciale" della nota, nel quale la Fondazione ribadisce che "sta dall'unica parte possibile: quella della famiglia di Sara".

 

"Il punto è che Sara è stata uccisa - attacca la Fondazione Michele Scarponi -. E a lei è stata tolta la possibilità di parlare. Altri invece possono farlo liberamente. Noi siamo dall'unica parte possibile in questa storia, quella della famiglia di Sara. Che sta cercando di sensibilizzare tutti sulla violenza stradale, perché non accada più. Vi abbracciamo Marianna, Lorenzo, Gabriele, Christian Loris. Siamo con voi".

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