Contenuto sponsorizzato
| 19 mag 2022 | 19:40

Dall'ufficio pari opportunità sparisce il ''contrasto alla violenza sulle donne'', Non una di meno: "Posizionamento misogino della Giunta che disconosce il fenomeno"

Dopo la decisione della Giunta di cambiare la denominazione dell'"Ufficio pari opportunità e contrasto alla violenza sulle donne" in "Umse pari opportunità, prevenzione della violenza e della criminalità" togliendo il riferimento alla "violenza sulle donne", sono intervenute le attiviste di Non una di meno: "Conosciamo tutte e tutti l'importanza del linguaggio. Volontà della Provincia di relegare la violenza sulle donne a mera appendice eccezionale"

Dall'ufficio pari opportunità sparisce il contrasto alla violenza sulle donne''
Foto tratta da Fb Non una di meno - Trento
di Francesca Cristoforetti

TRENTO. "Conosciamo tutte e tutti l'importanza del linguaggio. La parola traduce la realtà, la riconosce. È evidente che con questo cambio di denominazione la Giunta provinciale ha voluto consapevolmente disconoscere la violenza sulle donne". E' questa l'accusa delle attiviste femministe di Non una di meno - Trento rispetto alla decisione della Giunta leghista di sopprimere l'"Ufficio pari opportunità e contrasto alla violenza sulle donne", cambiandogli il nome in "Unità di missione semplice pari opportunità, prevenzione della violenza e della criminalità" e togliendo perciò lo specifico riferimento alla "violenza sulle donne".

 

"Dire 'violenza sulle donne' significa dichiarare il proprio posizionamento politico - prosegue Nudm - individua chiaramente oppresse e oppressori. L'averlo tolto dall'intestazione dell'ufficio dichiara la volontà della provincia di relegare la violenza sulle donne a mera appendice eccezionale quando sappiamo bene essere strutturale nella nostra società".

 

Una scelta politica che assume un profondo significato culturale, che non vuole dare un nome a un fenomeno esistente e anche, purtroppo, fin troppo presente nella nostra società. "Decidere volutamente di non usare questa locuzione - aggiungono le attiviste - significa disconoscere il fatto che le donne sono una classe oppressa all'interno di un sistema di sfruttamento che è il patriarcato. Sistema di sfruttamento i cui beneficiari sono gli uomini e che in quanto tali decidono sulla vita (e sulla morte) delle donne".

 

Nudm condanna quindi questa gesto: "Riteniamo gravissimo quanto attuato dalla Giunta provinciale - concludono le femministe - che per l'ennesima volta dichiara il proprio posizionamento politico misogino nell'intento di mantenere inalterati supremazia, potere e privilegi maschili".

 

Non è mancato il disappunto anche all'interno del mondo della politica. Lo stesso consigliere del Pd Luca Zeni si era espresso contrariamente alla decisione della Giunta: "Togliere il riferimento esplicito alla violenza sulle donne, - accusa - solo perché esiste anche quella sugli uomini in qualche sporadico caso, significa tornare indietro dal punto di vista culturale. Ogni 3 giorni in Italia una donna viene uccisa. La politica anche quella che ha scelto di tollerare il ‘machismo’, non deve nascondere la testa sotto la sabbia" (Qui l'articolo).

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Economia
| 05 agosto | 20:41
Il presidente di Confindustria Trentino dopo la presentazione del Piano industriale Trentino 2040: “Obiettivi ambiziosi? Sì, ma programmare il [...]
Cronaca
| 05 agosto | 19:41
La denuncia è della consigliera provinciale altoatesina Brigitte Foppa che sottolinea: "E la sostenibilità dov'è? Abbiamo veramente [...]
Montagna
| 05 agosto | 13:51
La denuncia della pagina social Laggio Lajo di Cadore: "Magari a casa vostra lo potete anche fare al lato della strada ma non qui in Cadore. Noi [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato