Car sharing trentino a rischio 'fallimento'? La cooperativa travolta dalla pandemia, Vergnano: ''Ci siamo dati un mese di tempo, se non arrivano aiuti il servizio dovrà fermarsi''
La pandemia ha messo in ginocchio la cooperativa Car Sharing con una perdita nel 2020 di circa 22 mila euro. Il 2021 non ha però migliorato la situazione rendendo impossibili nuovi investimenti. Paolo Vergnano: "E' stata sondata la possibilità che il Comune di Trento, tramite Trentino Mobilità, rilevasse il servizio ma alla fine si è tirato indietro e non ha autorizzato Trentino Mobilità a chiudere l'accordo"

TRENTO. Puntiamo sulla mobilità sostenibile ma dalle parole ai fatti anche il Trentino purtroppo rischia di fare una brutta figura. La cooperativa di Car Sharing, fondata nel 2010, più volte definita uno degli elementi fondamentali della cosiddetta “visione nuova della mobilità”, rischia di fallire e quindi di interrompere il servizio.
La pandemia, il blocco delle auto e una perdita che ha di fatto azzerato il capitale sociale hanno messo ko la cooperativa. La richiesta di intervento fatta ad alcuni soci per ricapitalizzare non è andata a buon fine.
Sembrano essere passati i tempi delle presentazioni in pompa magna delle auto elettriche della flotta car sharing alla presenza di politici e istituzioni, dei numeri triplicati da un anno all'altro, delle tante convenzioni che istituzioni e società sfoggiavano in bella vista. Ora che la pandemia ha messo in ginocchio il car sharing nessuno se ne vuole interessate e se tra un mese non accadrà qualcosa questa esperienza è destinata a finire.
“La situazione per il car sharing in generale non è positiva – ha spiegato Paolo Vergnano, presidente della cooperativa - abbiamo affrontato un anno davvero complicatissimo. Nel 2020 siamo riusciti a gestire una perdita di circa 22 mila euro che è stata riassorbita dal capitale sociale poi azzerato. Ma poi il 2021 è partito con la stessa modalità e questo non ci ha permesso di fare quegli investimenti necessari per rialzarci”.
La situazione è stata oggetto successivamente di una riunione a luglio e un'altra avvenuta qualche giorno fa. I soci della cooperativa sono circa 170 e sono sia privati che pubblici. Al suo interno c'è anche Trentino Mobilità.
“Abbiamo sondato la possibilità – spiega a ilDolomiti.it Vergnano - che il Comune di Trento, tramite Trentino Mobilità, rilevasse il servizio e di conseguenza comprasse l'asset della cooperativa. Alla fine, però, il Comune si è tirato indietro e non ha autorizzato Trentino Mobilità a chiudere l'accordo. Con questo Trentino Mobilità, assieme a Trentino Trasporti, ci ha comunicato che non avrebbe aderito all'aumento di capitale per permettere alla cooperativa di proseguire il servizio ricapitalizzandosi”.
Da qui la decisione, presa nel corso di un'assemblea avvenuta qualche giorno fa, di darsi un mese di tempo per sondare le ultime possibilità per la cooperativa alla ricerca di interventi esterni anche extra regionali o di altro genere. Questo prima di dichiarare l'impossibilità di continuare il servizio e di interromperlo definitivamente.
A tutto questo va ad aggiungersi un vulnus legislativo che rallenta e il fatto che in Trentino il car sharing non viene ancora considerato ufficialmente servizio pubblico.
“Delle tre grandi compagnie presenti sul territorio – spiega il presidente della cooperativa - ovvero Trentino Trasporti, Trentino Mobilità, Smr Rovereto, hanno nel loro statuto il termine 'car sharing' ma il problema è che il car sharing in Trentino non è ancora stato dichiarato servizio pubblico. Di conseguenza la difficoltà delle società partecipate è quella che non possono intervenire di loro spontanea volontà se non autorizzate dall'ente e in più c'è anche una norma provinciale che introduce il car sharing all'interno del piano provinciale della mobilità. Tutto questo ci porta alla conseguenza che in questo momento c'è anche un vulnus legislativo che rallenta tutto”.
La flotta di Car Sharing è formata da tre macchine a Trento, due a Rovereto e un altro mezzo a Riva del Garda. Mezzi che vengono ancora usati moltissimo ma che la cooperativa non riesce ad aumentare perché non ha i soldi. E senza capitali che consentano nuovi investimenti tutto è destinato a finire.
“All'interno della cooperativa – ha concluso Vergnano – abbiamo una commistione di soci pubblici e privati. E' stato fatto un percorso comune ma quando ci sono delle difficoltà da risolvere chi ha fatto questa strada assieme non dovrebbe chiamarsi fuori”.
Per capire cosa accadrà veramente al Car Sharing trentino bisognerà attendere un mese. Per il momento a far da padrone è l'immobilismo.












