Caso Benno, tornano in azione i sommozzatori da Genova. Si cerca il cellulare di Laura Perselli nell'Isarco
Sono tornati in Alto Adige i sommozzatori del Nucleo speciale dei carabinieri di Genova Voltri. Questa volta però le loro ricerche si sono concentrate sotto il Ponte Roma, a Bolzano, dove Benno Neumair avrebbe gettato il cellulare della madre Laura Perselli per depistare le indagini

BOLZANO. Sono nuovamente tornati in Alto Adige i sommozzatori del Nucleo speciale sub dei carabinieri. Giunti da Genova, i militari hanno ripreso le ricerche collegate al duplice omicidio dei coniugi Peter Neumair e Laura Perselli, uccisi dal figlio Benno e gettati nell'Adige – almeno secondo la sua confessione.
Questa volta, però, le ricerche si sono spostate di fiume e di obiettivo. Dopo che per oltre un mese si è cercato di setacciare tutta l'asta dell'Adige, fino alle chiuse di Mori, riuscendo a trovare il corpo di Perselli ma non quello del marito, le indagini si sono concentrate sul principale affluente: l'Isarco. Sotto ponte Roma, in particolare, il figlio della coppia avrebbe inizialmente nascosto e poi gettato il cellulare della madre, così da sviare le ricerche.
I carabinieri si sono quindi immersi con il metal detector alla ricerca del dispositivo, non riuscendo però a trovare alcunché. Secondo le ricostruzioni degli inquirenti, imbeccati con ogni probabilità dal reo confesso, il cellulare sarebbe rimasto accesso per qualche ora in un cespuglio sotto il ponte bolzanino, per poi essere spento, così da depistare le indagini.













