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Caso Benno, trovate delle tracce di sangue nell'appartamento. Si fermano le ricerche dei sub dell'Arma

Si sono concluse con il ritrovamento di una serie di oggetti, inviati ai Ris di Parma, le ricerche dei sommozzatori del Nucleo speciale dei carabinieri. Nel fiume Adige, però, nessuna traccia di Peter Neumair. Novità importanti emergono intanto dalle indagini

Di Davide Leveghi - 27 febbraio 2021 - 16:07

BOLZANO. Un telefono cellulare, una chiave inglese avvolta in un sacco di plastica, una coperta e un moschettone da arrampicata. Ma del corpo di Peter Neumair, il 64enne scomparso lo scorso 4 gennaio ancora nessuna traccia. Sono questi gli oggetti trovati dai sommozzatori del Nucleo speciale dei carabinieri, giunti appositamente da Genova per setacciare palmo a palmo il fondale del fiume Adige.

 

I militari, élite sub nota per essere intervenuti anche nel disastro della Costa Concordia, non sono riusciti a trovare il corpo, dopo che lo scorso 6 febbraio era stato invece rinvenuto quello della moglie Laura Perselli. Decisivo, in quel caso, l'abbassamento del livello delle acque del corso d'acqua, che tramite le chiuse a valle, è stato abbassato. Il tentativo era stato poi ripetuto nella speranza di rinvenire anche il corpo del marito, ma senza esito, nonostante l'impressionante schieramento di uomini e mezzi.

 

Gli oggetti trovati sul fondo del fiume saranno analizzati dai Ris di Parma, con la speranza che possano dare qualche aiuto nelle indagini. Nel mentre, sul fronte giudiziario, le investigazioni della Procura continuano a essere focalizzate sul figlio Benno, accusato dei gravi reati di omicidio volontario e di occultamento di cadavere.

 

Proprio dai Ris di Parma sono iniziati ad arrivare i primi dati sui reperti rinvenuti nella casa di famiglia in via Castel Roncolo a Bolzano. I risultati, dalle prime informazioni trapelate, confermerebbero l'ipotesi che Peter Neumair e Laura Perselli siamo stati uccisi all'interno del loro appartamento, con tracce di sangue attribuibili al padre.

 

Il figlio Benno ha da parte sua mostrato la volontà di venire incontro agli investigatori. La Procura ha infatti confermato di voler rompere il silenzio, in controtendenza rispetto a quanto fatto fino ad ora. Se da una parte la strategia processuale dei suoi legali parrebbe essere in procinto di cambiare, dall'altra gli inquirenti continuano ad essere convinti che Benno Neumair abbia messo in atto un vero e proprio depistaggio premeditato per rendere più difficoltoso il ritrovamento dei cadaveri.

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