Circonvallazione ferroviaria di Trento: “Opera con grandi criticità, costosa ed inutile”, gli attivisti scrivono alla commissaria straordinaria
Una lettera aperta per per la commissaria straordinaria per circonvallazione ferroviaria di Trento. Gli attivisti: “Si tratta di un’opera sbagliata e incongrua con i tempi previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza”

TRENTO. Alla fine del mese di marzo 2021 un gruppo di cittadini e alcune associazioni ambientaliste avevano rivolto al sindaco di Trento, Franco Ianeselli, “11 domande sulla circonvallazione ferroviaria e sull’interramento della linea esistente”. L’obiettivo del coordinamento di attivisti, formato da cittadini e associazioni, che hanno sottoscritto la prima lettera era quello di evidenziare le criticità dell’opera, definita senza mezzi termini “costosa e inutile”.
Fra gli argomenti portati a sostegno della loro tesi, gli attivisti citano l’attuale sottoutilizzo, rispetto alle sue potenzialità, della linea ferroviaria esistente. Al contempo gran parte del traffico merci sull’Autostrada del Brennero è richiamato più che dalla “comodità” del percorso dai pedaggi particolarmente bassi: “Alcuni autotrasportatori allungano il proprio tragitto anche di 100 chilometri visti i benefici economici garantiti dalla Brennero”.
A queste considerazioni si aggiungono quelle contenute in una nuova lettera aperta (allegata in forma integrale), indirizzata alla commissaria straordinaria Paola Firmi, che oltre a ripercorrere le varie fasi del progetto che prevede la circonvallazione ferroviaria e l’interramento della linea esistente, sollevano nuovi dubbi. “La circonvallazione ferroviaria di Trento – sottolineano gli attivisti – è un’opera sbagliata e incongrua con i tempi previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. In questi mesi in città è cresciuta fra i cittadini la perplessità, quando non la contrarietà a queste opere”.
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