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Coniugi scomparsi, il cellulare del figlio spento per 30 minuti la sera della sparizione vicino al ponte con tracce di sangue

La sera della sparizione, Benno Neumair si è recato ad Ora da un'amica dove ha trascorso la notte. Le videocamere hanno visto la sua macchina alle 21 a Bolzano e alle 22 nei pressi della galleria che porta a Laives. Per i carabinieri un tempo troppo lungo per percorrere una manciata di chilometri, il che lascia pensare ad una deviazione di strada

Pubblicato il - 21 gennaio 2021 - 10:48

BOLZANO. Le ore passano e il mistero che avvolge la scomparsa dei coniugi bolzanini Laura Perselli e Peter Neumair si fa sempre più contorto. Ora si ipotizza anche un avvelenamento.

 

Dopo due settimane di ricerche senza sosta, lunedì scorso l’indagine dei carabinieri ha preso una direzione ben precisa. Ad essere sotto il riflettore è infatti Benno Neumair, figlio della coppia scomparsa, nonché colui che aveva lanciato l’allarme, ad oggi indagato per duplice omicidio e occultamento di cadavere.

 

Le dichiarazioni di Benno sembra non avessero convinto i carabinieri sin dall'inizio, e ora l’ipotesi su cui si è concentrati è che i genitori siano stati uccisi per poi essere successivamente gettati nel fiume.

 

Le tracce di sangue trovate sul parapetto del ponte che attraversa l'Adige nel comune di Vadena e nella macchina dei due coniugi (inviate ai laboratori per ulteriori analisi) hanno portato le forze dell’ordine ad un’accelerazione delle indagini in questo verso.

 

Nel mezzo inoltre è stato rinvenuto un flacone di perossido di idrogeno (acqua ossigenata) che il ragazzo avrebbe acquistato pochi giorni dopo la scomparsa dei genitori. I carabinieri se ne sarebbero accorti tenendo sotto controllo il trentenne nei giorni successivi alla sparizione della coppia. Benno, infatti, si stava recando in un autolavaggio quando è stato fermato dalle forze dell’ordine. L’intento era di evitare che l’auto, possibile prova, venisse alterata

 

Ciò che è certo è che il 30enne nella notte tra il 4 e 5 gennaio, si trovava proprio nella zona di ponte Vadena, come raccontato da lui agli inquirenti. Ad aver infittito le indagini è inoltre un’analisi che è stata fatta sul cellulare del figlio. I carabinieri infatti hanno riscontrato un buco di ricezione del telefono dalle 21.20 alle 21.57, che starebbe a indicare che in quel frangente era stato spento. Un lasso di tempo determinante, seguendo un filone delle indagini, che porterebbe a pensare ad una deviazione di strada.

 

Elementi che vanno accostati a quelli forniti dalle telecamere che riprendono l’auto di Benno alle 21 a Bolzano e alle 22 nei pressi della galleria di Laives. Un tratto di una manciata di chilometri che non richiede un’ora di transito. Benno avrebbe spiegato di aver imboccato la strada dell’inceneritore per fermarsi al laghetto dei pescatori e poi ascoltare un po’ di musica da solo e rilassarsi. Spegnendo il telefono.

 

Nel frattempo, in seguito al nuovo sopralluogo di ieri, 20 gennaio, dei Ris di Parma nell’appartamento in cui viveva la coppia, è emersa l’ipotesi di avvelenamento. Non si conoscono però gli elementi a supporto di questa ipotesi.

 

Dall'altro lato, però, gli avvocati di Benno, Angelo Polo e Flavio Moccia, parlano di "ricostruzione fantasiosa" e credono nell'innocenza del ragazzo.

 

Benno, inoltre, negli scorsi giorni ha lasciato un’intervista al programma televisivo “Chi L’ha visto?”, andata in onda nella puntata di ieri sera, 20 gennaio. “Questo è un momento difficile. I miei genitori potrebbero essere chiusi da qualche parte o non so cosa pensare. Chi l’ha Visto si occupa di casi di molto tempo fa, senza speranza. Noi abbiamo ancora speranza. Mia sorella Madè pensa ad un’aggressione mentre io spero che sia stata solo una tragedia”.

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