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Scomparsa coniugi, il cerchio si stringe attorno al figlio. Le indagini sugli spostamenti, il giallo dei 40 minuti e la terribile ipotesi: entrambi i corpi buttati nel fiume

I rilievi scientifici dei Ris potrebbero portare già nelle prossime ore a delle risposte. Gli inquirenti si stanno concentrando sugli spostamenti del figlio Benno nella sera del 4 gennaio

Pubblicato il - 22 January 2021 - 08:56

BOLZANO. Le indagini stanno andando avanti senza sosta e da parte degli inquirenti impegnati filtrano poche notizie. La scomparsa dei coniugi Peter Neumair e della moglie Laura Perselli avvenuta il 4 gennaio scorso vede per il momento il figlio Benno iscritto nel registro degli indagati per duplice omicidio e occultamento di cadavere.

 

Sono centinaia i reperti che le investigazioni scientifiche starebbero analizzando proprio in queste ore e proprio da queste analisi potrebbero arrivare indizi importanti. Sono oggetti e rilievi che sono stati tratti dall'appartamento dove viveva la famiglia, un altro piccolo alloggio sempre di proprietà Neumair e dall'auto. Ci sono poi i residui ematici rilevati che ora sono al vaglio delle analisi scientifiche. L'obiettivo da parte degli investigatori è quello di trovare una conferma probatoria.

 

Gli avvocati del giovane dopo aver giudicato come “fantasiose” le ricostruzioni fatte fino ad oggi ora attendono i risultati delle analisi scientifiche.

 

La sera del 4 gennaio le telecamere su ponte Roma registrano il passaggio della Volvo guidata da Benno Neumair, in uscita da Bolzano. Attorno alle 22 l'automobile viene ripresa di nuovo nella galleria di Laives. Tra il ponte Roma e questa galleria il tragitto è percorribile in poco tempo e invece Benno ci mette 40 lunghi minuti. Alle forze dell'ordine ha spiegato di essersi fermato per un momento di pausa prima di un appuntamento con una ragazza in un luogo di pesca che frequentava da piccolo.

 

La ricostruzione che viene fatta dalle forze dell'ordine, che dovrà essere confermata dalle prove, è ben diversa. Secondo la Procura il 30enne avrebbe guidato fino a Vadena, lungo una strada chiusa, fino alla discarica Ischia Frizzi, per liberarsi dei corpi di Laura e Peter gettandoli nel fiume dal ponte Adige.

 

A confermare o smentire le ricostruzioni saranno, come già detto, i rilievi scientifici dei Ris. Si stanno ancora attendendo anche le analisi di alcuni indumenti trovati in acqua nelle ultime ore dei quali non si ha alcuna certezza della provenienza.

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